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La Media Valle del Simeto

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Ponte dei Saraceni
Ponte dei Saraceni




Gole del Simeto
Gole del Simeto




Paternò - Scala monumentale del 700
Paternò - Scala monumentale del 700




Motta - Castello Normanno
Motta - Castello Normanno




S.M. di Licodia - Fontana del Cherubbino
S.M. di Licodia - Fontana del Cherubbino

- IL PAESAGGIO

Nel suo medio corso, il fiume Simeto scorre da nord a sud fra le nude colline, ultime propaggini dei Monti Erei, ed il massiccio dell'Etna. Sul versante etneo, a breve distanza dal suo corso, in posizione un po' piu' elevata, si sviluppa una sequenza di centri abitati. Le campagne circostanti, dal fiume alle prime pendici del vulcano, sono costituite da rigogliosi agrumeti. Poi, man mano che si risale sulla "Montagna", si incontrano frutteti, quindi boschi di lecci e roverelle, poi splendide pinete fino ad incontrare, verso i 2.000 metri di quota, il deserto vulcanico. Sparsi sulle pendici, decine di crateri laterali, alcuni di grande dimensione, altri piccoli; alcuni, i piu' giovani, ancora nudi e neri, altri rivestiti di vegetazione arborea o arbustiva. Qua e la' ampie superfici ricoperte di aspra lava, talora ancora nera, giovane, talaltra gia' brunita dal tempo, antica.

 

- LA STORIA, L'ARCHITETTURA

La media valle del Simeto fu abitata in epoca preistorica e fu sede, assieme alle colline prospicienti la Piana di Catania, dei piu' importanti insediamenti siculi. Vicino Adrano sorgeva l'antica citta' del Mendolito, e Adrano divenne nota in epoca romana. Un'importante via di transito, fra Troina e le falde dell'Etna, richiese in epoca incerta la costruzione di un ponte oggi denominato "dei Saraceni", restaurato e meritevole di una visita. Di un altro ponte, ancora piu' antico, quello di Pietralunga, sulla via fra Centuripe e Paterno', rimangono pochi elementi. Il normanno Ruggero, Conte di Sicilia, fece costruite lungo la valle una cintura di fortilizi, simili l'un l'altro, che troviamo ad Adrano, Paterno' e Motta. Sono essenzialmente delle torri ad ampia base quadrata, tecnicamente chiamate "dongioni". Restaurate e in parte adibite ad esposizione di collezioni museali, sono tutte visitabili.

 

 - ESCURSIONI NATURALISTICHE

Possono compiersi belle passeggiate lungo le sponde del Simeto, per ammirare le gole scavate dal fiume in un antico letto di lava, oggi protette da una Riserva naturale orientata, denominata "Ingrottato lavico del Simeto". Affascinante e ricco di fauna specializzata, l'ambiente lacustre che si e' sviluppato attorno al bacino artificiale creato dalla diga di Ponte Barca. Ai piedi della rupe su cui sorge Motta, e' stato di recente ideato un sentiero naturalistico che consente di ammirare dal basso il "neck", cioe' il collo del vulcano che non riusci' mai ad entrare in attivita'. Su di esso sorge il castello. L'itinerario consente anche di apprezzare l'interessante fenomeno dei calanchi d'argilla nella sottostante vallate dei Sieli.

 

- ITINERARI ENOGASTRONOMICI

Le campagne attorno a Motta, note come "terre forti", producono un vino dalla gradazione piu' elevata di quello dell'Etna, ideale per essere invecchiato ed acquisire cosi' un colore ambrato, per un accoppiamento a fine pasto con i dolci. Caratteristica della zona e' anche la produzione del "pestimbotte", vino ottenuto senza che il mosto sia stato a riposare a contatto della feccia. E' di colore paglierino e va bevuto entro due anni dalla vinificazione.


- Adrano

(m. 560, ab. 35.500) fu abitato preistorico e poi romano. Il suo nome fu alterato in quello di Aderno' e ben conosciuto in tutto l'Evo Medio e Moderno. I conti di Aderno', che furono nel contempo principi di Paterno' possedettero fino al 1812 un enorme territorio che risaliva fino alle zone incolte della "Montagna". Nel Castello e' ospitato un Museo Archeologico ed una pinacoteca.


- Biancavilla

(m. 515, ab. 23.000) racconta invece della venuta in Sicilia di una colonia albanese che vi si insedio' verso il 1480 e prospero' fino ai nostri giorni, integrandosi perfettamente con le popolazioni limitrofe. Soltanto alcuni cognomi denunciano ormai la lontana origine balcanica.


- S. Maria di Licodia

(m. 442, ab. 7.100) nacque attorno ad uno dei primi monasteri benedettini di Sicilia, fondato nel 1143, del quale si intravede ancora uno scorcio nei pressi della piazza centrale. Il suo territorio, ricco di limpide sorgenti, fu scelto in epoca romana per la costruzione di un importante acquedotto che portava a Catania ben 350 litri al minuto per alimentare la citta' e le terme che in essa sorgevano abbondanti. Piccoli resti di questa grandiosa opera sono ancora visibili nelle campagne.

 

- Paterno'

(m. 225, ab. 46.300) assurse a grande notorieta' a partire dall'epoca normanna, quando fu infeudata a componenti cadetti della famiglia regnante, con il titolo di principe. Da visitare la sommita' della collina sulla quale sorge il Castello, dal quale si gode uno straordinario panorama, e nel centro storico, la Chiesa Madre.


 - Motta S. Anastasia

(m. 275, ab. 9.400) reca nel nome, che significa "fortificazione naturale", il ricordo di un'epoca in cui era il francese la lingua dei dominatori in Sicilia. Al Medioevo riporta la tradizione degli sbandieratori vestiti con i costumi e le insegne dei tre rioni in cui si divide la cittadinanza.