Oasi del Simeto

 

 

 

Oasi del Simeto

 

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Oasi del Simeto

 

Oasi del Simeto

 

 

 

 

 

Riserva naturale gestita da
"Provincia regionale di Catania"

Oasi del Simeto

A cavallo fra le province di Catania e Siracusa, l'Oasi del Simeto è stata istituita nel 1984 - in concomitanza con la riserva del Fiumefreddo- per arginare l'opera cementificatrice dell'uomo, per permetterne lo svernamento agli uccelli migratori, e per recuperare l'originaria popolazione vegetale alofila e mediterranea.
La Foce del Simeto oggi rappresenta un’area umida ideale per gli uccelli stanziali, ma anche per quelle specie migratorie che si muovono lungo l'asse nord sud d'Europa. Nel paesaggio orizzontale intervallato da dune sabbiose, crescono piante lacustri e canneti, ma non solo.

Un lungo sentiero si snoda accanto al corso d’acqua. Nei pantani retrodunali sarà bene avvicinarsi con discrezione per non disturbare gli uccelli (falco di palude, germani reali, beccacce, mignattini, qualche airone, i cavalieri d’Italia ed il martin pescatore, solo per citarne alcuni) e la fauna. In acqua, cefali e pesci d’acqua dolce nuotano indisturbati.

Tamerici, giunchi, salici, ma anche il limonio e la salicornia ci accompagnano. Lungo le rive, lentisco, giglio delle spiagge, fiordalisi. Presenti volpi e donnole.
La riserva include il tratto terminale del fiume Simeto che tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso è stato rettificato e arginato. I predetti lavori hanno separato dal nuovo corso un ampio meandro che il fiume formava immediatamente prima della foce. Tale meandro è tuttavia sopravvissuto, essendo alimentato da emergenze della falda.
A circa un chilometro dalla foce della vecchia ansa confluiscono due corsi d’acqua: il canale Jungetto (un antico canale di bonifica che riceve attualmente gli scarichi del depuratore di Catania) e il torrente Buttaceto, le cui acque giungono alla vecchia ansa essenzialmente durante gli eventi di piena.
Gli straripamenti dovuti alle piene del torrente Buttaceto non alterano in maniera significativa i parametri di salinità dell’area di foce della vecchia ansa del Simeto, essendo l’apporto di acque dolci di limitata durata, mentre quelli di natura artificiale dovuti allo Jungetto per qualità, quantità e durata stanno alterando gli equilibri idrobiologici esistenti.
Tra il vecchio ramo del Simeto ed il torrente Buttaceto si trova un vasto canneto dove trovano rifugio migliaia di uccelli.
A nord del vecchio meandro si trovano alcuni stagni retrodunali di acqua salmastra, denominati comunemente “salatelle”, i cui delicati equilibri ecologici sono minacciati ed in parte già alterati dai citati straripamenti del canale Jungetto.
A sud della foce del Simeto è presente un esteso stagno salmastro denominato lago Gornalunga. Esso è oggi alimentato dal canale Benante mentre un tempo costituiva la foce del fiume Gornalunga, adesso affluente del Simeto. Questo stagno accoglie un notevole numero di uccelli durante tutte le stagioni e presenta attorno alle sue sponde un vasto salicornieto.
In varie parti della riserva si formano, nel periodo invernale, numerosi acquitrini stagionali; in tali aree e attorno ai pantani salmastri si rinvengono estesi salicornieti.
L’interesse naturalistico della riserva è accresciuto dagli ultimi residui di dune sabbiose costiere; si tratta di un ambiente molto peculiare per la presenza di fasce parallele alla riva caratterizzate da biocenosi adattate alle particolari e severe condizioni ambientali.

La riserva include il tratto terminale del fiume Simeto che tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso è stato rettificato e arginato. I predetti lavori hanno separato dal nuovo corso un ampio meandro che il fiume formava immediatamente prima della foce. Tale meandro è tuttavia sopravvissuto, essendo alimentato da emergenze della falda.
A circa un chilometro dalla foce della vecchia ansa confluiscono due corsi d’acqua: il canale Jungetto (un antico canale di bonifica che riceve attualmente gli scarichi del depuratore di Catania) e il torrente Buttaceto, le cui acque giungono alla vecchia ansa essenzialmente durante gli eventi di piena.
Gli straripamenti dovuti alle piene del torrente Buttaceto non alterano in maniera significativa i parametri di salinità dell’area di foce della vecchia ansa del Simeto, essendo l’apporto di acque dolci di limitata durata, mentre quelli di natura artificiale dovuti allo Jungetto per qualità, quantità e durata stanno alterando gli equilibri idrobiologici esistenti.
Tra il vecchio ramo del Simeto ed il torrente Buttaceto si trova un vasto canneto dove trovano rifugio migliaia di uccelli.
A nord del vecchio meandro si trovano alcuni stagni retrodunali di acqua salmastra, denominati comunemente “salatelle”, i cui delicati equilibri ecologici sono minacciati ed in parte già alterati dai citati straripamenti del canale Jungetto.
A sud della foce del Simeto è presente un esteso stagno salmastro denominato lago Gornalunga. Esso è oggi alimentato dal canale Benante mentre un tempo costituiva la foce del fiume Gornalunga, adesso affluente del Simeto. Questo stagno accoglie un notevole numero di uccelli durante tutte le stagioni e presenta attorno alle sue sponde un vasto salicornieto.
In varie parti della riserva si formano, nel periodo invernale, numerosi acquitrini stagionali; in tali aree e attorno ai pantani salmastri si rinvengono estesi salicornieti.
L’interesse naturalistico della riserva è accresciuto dagli ultimi residui di dune sabbiose costiere; si tratta di un ambiente molto peculiare per la presenza di fasce parallele alla riva caratterizzate da biocenosi adattate alle particolari e severe condizioni ambientali.

 

L'ente gestore è la Provincia regionale di Catania.

Per le visite la Provincia Regionale di Catania
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