Oggi 25/06/2017 ore 14:06

Turismo CataniaIl Territorio I 58 Comuni

Scheda informativa del Comune di Zafferana Etnea


Comune di Zafferana Etnea

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    Autostrada A18 Messina - Catania uscita Giarre, seguire le indicazioni per Zafferana Etnea.

  • Altezza s. l. m.:

    574 metri

  • Distanza da Catania:

    24 Km.

  • Abitanti:

    8.139 (denominati zafferanesi).
    Dati censimento 2001

Origini e storia:

Di Zafferana si comincia a parlare agli inizi del XVIII secolo, anche se l'esistenza del Priorato di San Giacomo (costruito nel 1387) ci informa che tutta la zona era giÓ abitata sin dai tempi pi¨ remoti per l'ottima posizione, la salubritÓ dell'ambiente e la lontananza dalla costa, che la tenevano al riparo dagli attacchi nemici.

Agli inizi del 1700 alcune famiglie di coloni, provenienti dagli antichi centri di Viagrande, Trecastagni ed Aci Sant'Antonio ebbero in enfiteusi, dalla Mensa Vescovile di Catania, i terreni adiacenti al torrente Cella. Stabilitisi, i componenti di queste famiglie si dettero le prime norme di comportamento civile e religioso, realizzando nel 1753 la prima chiesa sacramentale. La cittadina nel giro di pochi decenni progredý, mantenendo rapporti di dipendenza con le cittÓ vicine, quali Viagrande e Trecastagni.

Nel 1811, dopo una serie di petizioni al sovrano, la cittadina ottenne la Corte Capitanale e, di conseguenza, l'autonomia dalle due cittÓ vicine. Questa lotta ebbe il suo culmine nel 1826 con un decreto del Re delle Due Sicilie, Francesco I, che costituý il nuovo comune di "Zafferana Etnea". Importante fu l'eruzione lavica del 1792, giunta fino alle porte del villaggio, e il terremoto del 1818, che provoc˛ numerose vittime e innumerevoli feriti.

Nel 1826 si inizi˛ la ricostruzione grazie all'opera di alcuni "borghesi" e di un sacerdote. Dopo il 1826 ebbe inizio, ad opera delle famiglie egemoni del paese (Sciuti, Bonanno, Longo), un processo di allargamento dei territori comunali che si concluse qualche anno prima dell'UnitÓ d'Italia. Inizialmente il comune era formato dai centri di Pisano e Bongiardo, ma grazie al potere del gruppo cittadino si poterono incorporare, per intero, le due frazioni. Tale integritÓ territoriale si ruppe nel 1934 quando Bongiardo insieme a Dagala, Linera e Santa Venerina costituý un nuovo comune, mentre Zafferana ricevette l'agglomerato di Petrulli. Dopo l'unitÓ d'Italia Il comune di Zafferana si compose di numerose contrade: Ballo, Cancelliere e Rocca D'api; Bongiardo, Fleri con Pisano ed inoltre antichi agglomerati rurali della Civita e di Sarro.


PeculiaritÓ:

Il centro storico di Zafferana si sviluppa di fronte alla grande Piazza Umberto I, un belvedere dal quale si accede ai sottostanti giardini pubblici. Meritevole di nota Ŕ il Parco Comunale, uno stupendo giardino con alberi secolari, magnolie e camelie, che ospita una palazzina in stile liberty, un tempo privata, testimone storico di un passato in cui le dimore di campagna assurgevano a dignitÓ di palazzo vero e proprio, come Villa Manganelli e le Ville Gavini e Tripi.

Da Zafferana Ŕ possibile realizzare stupende escursioni sul versante est dell'Etna, percorrendo facili e suggestivi sentieri-natura, come quello di Monte Zoccolaro, la Scalazza e il vallone Acqua Rocca degli Zappini.


Archeologia

Archeologia e territorio


Architettura:

Chiesa Madre della Madonna della Provvidenza;

Chiesa della Madonna delle Grazie; Il Palazzo del Municipio


Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

Flora; La Scalazza; Monte Zoccolaro; Valle S. Giacomo; Vallone acqua rocca degli zappini


Feste e folklore:

Festa della Madonna della Provvidenza; Ottobrata - Festa d'Autunno ; Premio Brancati


Gastronomia:

Gli sciatori; la pizza siciliana


Prodotti tipici e artigianato:

I vini; i funghi; il miele


Bibliografia:

A. PatanŔ, Pagine della "Zafarana", origini e vicende varie del comune di Zafferana Etnea (1753-1860), Acireale 1998.

Biblioteca della Provincia Regionale di Catania, Le case di lava. Cenni storici e curiositÓ sugli edifici tradizionali dell'Etna, Catania 2001, p.60.