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I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

  Il Comune di Zafferena Etnea

Comune di

ZAFFERANA ETNEA

 

 

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Distanza da Catania: 24 Km. 

 

Viabilità e collegamenti: Autostrada A18 Messina - Catania uscita Giarre, seguire le indicazioni per Zafferana Etnea.

 

Altezza s. l. m.:  574 metri

 

Abitanti: 8.139 (denominati zafferanesi).

                  Dati censimento 2001

 

Origini e storia: 

Di Zafferana si comincia a parlare agli inizi del XVIII secolo, anche se l'esistenza del Priorato di San Giacomo (costruito nel 1387) ci informa che tutta la zona era già abitata sin dai tempi più remoti per l'ottima posizione, la salubrità dell'ambiente e la lontananza dalla costa, che la tenevano al riparo dagli attacchi nemici.

Agli inizi del 1700 alcune famiglie di coloni, provenienti dagli antichi centri di Viagrande, Trecastagni ed Aci Sant'Antonio ebbero in enfiteusi, dalla Mensa Vescovile di Catania, i terreni adiacenti al torrente Cella. Stabilitisi, i componenti di queste famiglie si dettero le prime norme di comportamento civile e religioso, realizzando nel 1753 la prima chiesa sacramentale. La cittadina nel giro di pochi decenni progredì, mantenendo  rapporti di dipendenza con le città vicine, quali Viagrande e Trecastagni.

Nel 1811, dopo una serie di petizioni al sovrano, la cittadina ottenne la Corte Capitanale e, di conseguenza, l'autonomia dalle due città vicine. Questa lotta ebbe il suo culmine nel 1826 con un decreto del Re delle Due Sicilie, Francesco I, che costituì il nuovo comune di "Zafferana Etnea". Importante fu l'eruzione lavica del 1792, giunta fino alle porte del villaggio, e il terremoto del 1818, che provocò numerose vittime e innumerevoli feriti.

Nel 1826 si iniziò la ricostruzione grazie all'opera di alcuni "borghesi" e di un sacerdote. Dopo il 1826 ebbe inizio, ad opera delle famiglie egemoni del paese (Sciuti, Bonanno, Longo), un processo di allargamento dei territori comunali che si concluse qualche anno prima dell'Unità d'Italia. Inizialmente il comune era formato dai centri di Pisano e Bongiardo, ma grazie al potere del gruppo cittadino si poterono incorporare, per intero, le due frazioni. Tale integrità territoriale si ruppe nel 1934 quando Bongiardo insieme a Dagala, Linera e Santa Venerina costituì un nuovo comune, mentre Zafferana ricevette l'agglomerato di Petrulli. Dopo l'unità d'Italia Il comune di Zafferana si compose di numerose contrade: Ballo, Cancelliere e Rocca D'api; Bongiardo, Fleri con Pisano ed inoltre antichi agglomerati rurali della Civita e di Sarro.

 

Peculiarità:


Il centro storico di Zafferana si sviluppa di fronte alla grande Piazza Umberto I, un belvedere dal quale si accede ai sottostanti giardini pubblici. Meritevole di nota è il Parco Comunale, uno stupendo giardino con alberi secolari, magnolie e camelie, che ospita una palazzina in stile liberty, un tempo privata, testimone storico di un passato in cui le dimore di campagna assurgevano a dignità di palazzo vero e proprio, come Villa Manganelli e le Ville Gavini e Tripi.

Da Zafferana è possibile realizzare stupende escursioni sul versante est dell'Etna, percorrendo facili e suggestivi sentieri-natura, come quello di Monte Zoccolaro, la Scalazza e il vallone Acqua Rocca degli Zappini.

 

Archeologia

Archeologia e territorio

 

Architettura:

Chiesa Madre della Madonna della Provvidenza;

Chiesa della Madonna delle Grazie; Il Palazzo del Municipio

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

Flora; La Scalazza; Monte Zoccolaro; Valle S. Giacomo; Vallone acqua rocca degli zappini

 

Feste e folklore:

Festa della Madonna della Provvidenza; Ottobrata - Festa d'Autunno ; Premio Brancati

 

Gastronomia:

Gli sciatori; la pizza siciliana

 

Prodotti tipici e artigianato:

I vini; i funghi; il miele

 

Indirizzi utili:

Municipio: 095 7081975

Associazione turistica pro-loco: P.zza L. Sturzo, 1 095 7082825

 

 

Bibliografia:

A. Patanè, Pagine della "Zafarana", origini e vicende varie del comune di Zafferana Etnea (1753-1860), Acireale 1998.

Biblioteca della Provincia Regionale di Catania, Le case di lava. Cenni storici e curiosità sugli edifici tradizionali dell'Etna, Catania 2001, p.60.