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I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

  Il Comune di Trecastagni

Comune di

TRECASTAGNI

 

 

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1Trecastagni_con_veduta_Etna1_A.jpg

 

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Distanza da Catania: 12 Km. 

 

Viabilità e collegamenti: Strada statale 121 Catania - Palermo, strada statale 284 Randazzo - Paternò strada stratale 114 Siracusa - Messina

 

Altezza s. l. m.:  586 metri.

 

Abitanti: 8.212 (denominati trecastagnesi).

                 Dati censimento 2001

 

Origini e storia: 

Di antichissime origini, l'etimologia del suo toponimo, secondo molti storici, si dovrebbe far risalire ai tre accampamenti romani (trium castrorum) ubicati in questo territorio; altri lo collegano a Alfio, Filadelfo e Cirino, i martiri cristiani che avrebbero sostato qui nel 253 d. C, nel corso del loro viaggio verso Lentini. Il territorio fu abitato dai Sicani, come ci tramanda Diodoro Siculo, ai quali si sostituirono i Siculi. Certa è anche la presenza dei Greci e dei Romani, quest'ultima confermata dai ritrovamenti archeologici nella zona del mulino. L'iscrizione dell'antica campana di Santa Maria della Misericordia attesta un assetto urbano ben delineato già nel 1302. Fu uno dei paesi che si ribellò al potere angioino, organizzando un piccolo esercito, insieme ad alcuni paesi vicini, e battendo  i francesi che, in seguito a questo episodio, abbandonarono il progetto di conquista. Amministrato dal Senato di Catania fino al 1640, passò, nel 1649, ai Don Giovanni e nel '700 venne ceduto agli Alliata.  I trecastagnesi ebbero un ruolo importantissimo nei moti insurrezionali del 1837, pagandone le conseguenze nel 1849 con il ritorno del governo reale restaurato, quando numerosi cittadini furono condannati alle fosse di Favignana. Un notevole contributo fu dato anche per la causa dell'Unità d'Italia, come testimoniato nelle pubblicazioni dell'epoca.

Peculiarità: Particolarmente suggestiva la festa dei SS. Alfio Filadelfo e Cirino, che si svolge ogni anno a Trecastagni, il 10 maggio, presso l'omonimo Santuario, una costruzione in pietra lavica, posta nella periferia del paese, risalente al XVI secolo, ma completamente ricostruita tra il 1650 e il 1662. La tradizione religiosa intende celebrare i tre giovani martiri cristiani Alfio Filadelfo e Cirino, che sacrificarono la loro giovane vita testimoniando l'ardente fede in Cristo.

 

Archeologia:

Territorio archeologia

 

Architettura:

Chiesa del Bianco, Chiesa delle Anime del Purgatorio, Chiesa e Convento delle Proiette, Chiesa di S. Caterina, Chiesa Madre S. Nicola di Bari, Chiesa di S. Benedetto, Chiesa di S. Andrea, Chiesa Madonna dell'Aiuto, Chiesa S. Maria Tre Monti, Santuario dei Santi Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino,  Chiesa S. Agata al Monte Ilice, Chiesa di S. Antonio di Padova e Convento dei Padri Francescani, Chiesa di S. Antonio Abate e Conservatorio delle Vergini, Mulino a Vento , Teatro Comunale, Arco, Monumento ai Caduti, Palazzo dei Principi di Giovanni, Palazzo della Vicaria;

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

 

Feste e folklore:

Festa dei Santi Alfio, Delfio e Cirino, sagra del carretto siciliano

 

Gastronomia:

Tenchi ccu  l'agghiata

 

Musei, biblioteche e archivi:

Biblioteca Comunale

 

Personaggi:

 

Prodotto tipico - Artigianato:

Castagne, cereali, uva, olive, vino

 

Indirizzi utili:

Municipio: tel. 095 7020011

Pro loco  Via Principe Umberto, 75

 

 

Bibliografia:

E. Costanzo, T. Guerrera, Le città attorno al vulcano, guida ai comuni del Parco dell'Etna, ... 1996, pp. 151-152;

A. A. V. V., Etna mito d'Europa, Maimone Editore, Catania 1997, pp. 5-18;