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I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

  Il Comune di Raddusa

Comune di

RADDUSA

 

 

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Distanza da Catania:.  64 Km

 

Viabilità e collegamenti: Autostrada A19 Catania-Palermo, uscita Agira; SS288 da Catania a Piazza Armerina; SP417 da Catania per Aidone; SS417 Catania-Gela incrocio Mofeta dei Palici e Mineo.

 

Altezza s. l. m.:  360 metri

 

Abitanti: 3.535 (denominati raddusani).

                  Dati censimento 2001

 

Origini e storia:

L'etimologia del nome Raddusa, di probabile origine araba, potrebbe essere legata a Spaccare Pietre e, quindi, riferirsi all'attività di estrazione di pietre,  da sempre la principale risorsa economica del comune.

Le prime notizie intorno al feudo Raddusa risalgono al 1300. Il primo nucleo abitativo del feudo risiedeva nel fondaco delle Canne, una contrada a Sud dell'attuale paese, lambita dalle acque del fiume Secco. Il feudo fu in seguito annesso alla casa Paternò, il 7 Ottobre del 1530, a seguito del matrimonio tra Gianfrancesco Paternò Cavaliere del Sacro Romano Impero e Vincenzina Fessima, i cui avi possedevano il feudo fin del 1283. Secondo la notizia riportata dallo storico Tommaso Fazello, nel 1500 esisteva un fondaco che fungeva da albergo e stazione di cambio per i viaggiatori, che percorrendo la Regia trazzera, si recavano a Palermo. In questo casale esisteva  una cappella intitolata alla Madonna delle Grazie, le cui prime notizie risalgono al 1682.  A circa 1 Km, nella parte alta della Manca, sorgeva il Castello del feudatario, in posizione strategica per il controllo della trazzera.  Nel 1810 il Marchese Franceco Maria Paternò, ottenne dal Re di Sicilia, Ferdinando III, la facoltà di fondare un villaggio. Sorse così il paese di Raddusa, dove giunsero nuovi coloni, provenienti da tutto il calatino. Nel 1820 la nuova comunità fu aggregata amministrativamente al comune di Ramacca, nonostante le resistenze di quest'ultimo, che non voleva assolutamente addossarsi l'amministrazione di un villaggio lontano e povero. Grazie alla sua florida industria zolfifera Raddusa, nel giro di poco tempo, si sviluppò economicamente tanto da rivendicare l'autonomia amministrativa, che ottenne solo  l'1 Gennaio del 1860, quando fu elevato a comune autonomo.

 

Peculiarità:

Il comune conserva ancora intatta l'atmosfera rurale, che rivive pienamente, con le sue tradizioni e i suoi riti, durante la Festa del Grano, celebrata l'ultima settimana di agosto. Tra le manifestazioni che animano la festa sono da segnalare: la ricostruzione storica della pisatura, (antico modo di separare il chicco di grano dalla spiga), la realizzazione dell'Altare di San Giuseppe, la sfilata dei cavalli in Piazza Umberto e il  corteo mitologico. In questa occasione è possibile visitare le antiche "putie" sparse per la via principale di Raddusa, che ripropongono appunto i vecchi negozi e dove è possibile acquistare prodotti locali.

Per completare la conoscenza di questo antico mondo si può visitare il Museo delle "Civiltà contadine", dove sono stati ricostruiti gli ambienti interni delle case contadine con un'ampia esposizione di attrezzi da lavoro. 

 

Archeologia:

 

Architettura:

Chiesa dell'Immacolata Concezione; Torre di Federico; Castello dei Gresti o di Pietratagliata.

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

Oasi naturalistica della Diga dell'Ogliastro; Miniere di zolfo di Destricella.

 

Feste e folklore:

S. Giuseppe; Festa del Grano.

 

Gastronomia: 

Minnulato;Pane; Cuccia; Pasta di San Giuseppe; Frittate Votive; Cardi Panati; Carciofini inceneriti; Coniglio selvatico alla cacciatora; Pasta con la mollica; Brusciareddu; Insalata di capperi;  Lumache in brodetto.

 

Musei, biblioteche e archivi:

 Museo della Civiltà Contadina; Museo del Thè.

 

Personaggi:

 

Prodotto tipico - Artigianato: 

Grano

 

Indirizzi utili:

Municipio: via Garibaldi, tel. 095 662060 - 662323; Fax 095 662982

Pro- loco: via Regina Margherita 61

 

 

Bibliografia:

R. Allegra, Breve storia di Raddusa, Catania1986