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Scheda informativa del Comune di Nicolosi


Comune di Nicolosi

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    Strada statale 121 Palermo - Catania e strada statale 284 Randazzo - Paternò (Ct).

  • Altezza s. l. m.:

    700 metri.

  • Distanza da Catania:

    13 Km.

  • Abitanti:

    6.197 (denominati nicolositi).
    Dati censimento 2001

Origini e storia:

Il suo nome deriva dal monastero benedettino di San Nicolò l'Arena, sorto nel XIII secolo d. C. e destinato ad ospitare monaci ammalati provenienti dai conventi limitrofi. Attorno al monastero, divenuto abbazia nel corso del XIV secolo, si sviluppò la "villa" di Nicolosi. Avendo acquisito una definitiva configurazione abitativa ed economica, autonoma e indipendente dal monastero, fu aggregata al territorio di Paternò e non subì grossi danni neanche in seguito all'abbandono dell'abbazia, intorno alla metà del Cinquecento. Il piccolo centro entrò così a far parte della contee dei Moncada, principi di Paternò.

I numerosi eventi sismici e le eruzioni del vulcano indussero più volte la popolazione ad abbandonare il sito, anche se solo temporaneamente: tra i più gravi fenomeni eruttivi quelli del 1536 e 1537, che insieme al terremoto del 1542, provocarono la distruzione del l'abitato, ricostruito più a valle, nell'attuale sito. Di particolare intensità le eruzioni che andarono dal 1633 al 1638 e quella del 1669, in seguito alla quale si aprì una bocca che sotterrò ben tredici comuni etnei, spingendosi fino a Catania. Ancora una volta i nicolositi tornarono a riedificare il paese nello stesso sito, anche se i Moncada, principi di Paternò, insistettero per una ricostruzione più a valle. Nel 1883 una nuova eruzione minacciò il paese e ancora nel 1886, causando lo sgombero del paese. La lava si fermò a poche centinaia di metri dal centro abitato per cause naturali o, come vuole la fede popolare, per effetto del velo di Sant'Agata, portato sul luogo dal Cardinale Dusmet, allora arcivescovo di Catania. Il 17 marzo 1861 Nicolosi divenne Comune del Regno d'Italia.


Peculiarità:

Posto sulle falde meridionali del vulcano, è denominato "la porta dell'Etna" poiché è il centro abitato più alto sul tragitto che da Catania conduce al monte. Dista 20 chilometri dalla stazione turistica del Piazzale della Funivia, posto a quota 1910 metri, centro adibito alle molteplici attività sciistiche possibili sul vulcano. Offre inoltre moderne strutture alberghiere, ristoranti tipici, centri per l'equitazione e il trekking, campi da tennis, piste da sci omologate per gare internazionali, moderni impianti di risalita ecc… da visitare il Museo vulcanologico e la mostra dell'artigianato. Nicolosi è inoltre famosa per i suoi funghi di ferula (pleurotus), utilizzati come ingrediente principale di numerosi piatti.


Archeologia:


Architettura:

Chiesa delle Anime del Purgatorio, Chiesa Madre Santo Spirito, Chiesa Santa Maria delle Grazie, Chiesa Santa Maria del Carmelo, Chiesa di San Francesco di Paola, Monastero Benedettino di San Nicolò l'Arena


Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:


Feste e folklore:

Festa di Sant' Antonio Abate, Festa di Sant' Antonio da Padova.


Musei, biblioteche e archivi:

Museo Vulcanologico Etneo


Personaggi:


Prodotto tipico - Artigianato:

Funghi di ferla, agrumi, olive, ortaggi, castagne, gelsi, fichi, uva; lavorazione della pietra lavica, del legno e della maiolica.


Bibliografia:

S. Mirone, Monografia storica dei comuni di Nicolosi, Trecastagni, Pedara e Viagrande, Catania 1815;

E. Costanzo, T. Guerrera, Le città attorno al vulcano, guida ai comuni del Parco dell'Etna, … 1996, pp. 96-101;