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I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

  Il Comune di Motta Santa Anastasia

Comune di

MOTTA SANT'ANASTASIA

 

 

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Distanza da Catania: 15 Km. 

 

Viabilità e collegamenti: Strada statale 121 per Misterbianco, bivio Motta S. Anastasia; strada Provinciale 13.

 

Altezza s. l. m.:  270 metri.

 

Abitanti: 10.244 (denominati mottesi).

                  Dati censimento 2001

 

Origini e storia:

 la parte più antica dell'insediamento urbanistico di Motta S. Anastasia sorge su un'isolata rupe di origine vulcanica, che venne identificata da una leggenda come "l'ombellico dell'Etna". Formatasi circa 600.000 anni fa, emerse in seguito ad una intensa attività vulcanica sottomarina, che interessò la grande insenatura "pre-etnea", dove oggi si estende la Piana di Catania.

L'attuale toponimo del comune non ha una chiara origine: sia il nome greco (Anastasis), sia il nome arabo (Nastasiah) hanno il significato letterale di "luogo isolato, prominente e rovinoso", senza alcun riferimento alla Martire "Santa Anastasia", dalla quale deriva, secondo il Diploma di fondazione del 1091, il nome del borgo. Dal XIV secolo emerse il nome "Mocta", che riprese il significato del nome greco e arabo, definitivamente legato, per circostanze non ancora conosciute, a quello di "Sancta Anastasia".

Durante il periodo ellenico fu un piccolo borgo di scarsa  importanza, ma grazie alla sua favorevole posizione geografica di dominio sulla piana di Catania, si consolidò nei secoli. Fu luogo di continue e ripetute invasioni, che iniziarono fin dal periodo di Dionisio, tiranno di Siracusa, e continuarono durante la dominazione romana, bizantina, araba, normanna e, infine, sveva.

Durante il periodo normanno Motta ebbe un ruolo importante per la difesa della città di Catania e della Valle del Simeto. Fu Ruggero d'Altavilla, Conte di Sicilia, nel secolo XI, ad ordinare la riedificazione dell'antico castello esistente sulla rupe di Motta, del quale permangono ancora oggi tracce dell' originaria struttura bizantina. La sua funzione principale era quella di postazione di avvistamento e prima roccaforte di difesa. I primi tentativi di espansione del vecchio borgo sono da datare nel XV secolo.Dal 1514 al 1900  fu sotto la dominazione dei Moncada. Alla fine del XIX secolo il borgo, grazie alla costruzione dell'acquedotto, divenne vero e proprio comune.

 

Peculiarità:

La particolarità di questo comune è rappresentata dalla esistenza dei "Rioni", nati nel XIX secolo, quando le due classi sociali di Motta S. Anastasia, operai e artigiani da un lato e contadini dall'altro, costituirono due partiti, successivamente chiamati Rioni (Rione "GIOVANI MAESTRI", contraddistinto dai colori bianco-azzurro, il Rione "VECCHIA MATRICE" , con colori giallo-verde, e il Rione "PANZERA", con i colori bianco-rosso). Questi partiti avevano la funzione di rendere omaggio alla Patrona del paese, Sant'Anastasia, la cui festività ricadeva il 25 dicembre, ma venne spostata dai mottesi il 23-24-25 agosto in quanto, a quel tempo, i raccolti dei campi facilitavano il reperimento dei fondi necessari per la festa. Oggi la festa viene celebrata in pompa magna ogni quattro anni. Tra gli anni '60 e '70, i Rioni si costituirono in Associazioni culturali e sempre in questi anni nacquero i gruppi folcloristici e gli sbandieratori.

 

Archeologia:

Archeologia.

 

Architettura:

Castello Normanno (area espositiva)

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

Ulivo millenario

 

Feste e folklore:

Festa di Santa Anastasia

 

Prodotti tipici:

 

Indirizzi utili:

Pro-Loco via Umberto 42.

Municipio piazza Umberto I, 22 tel. 095.306867.

 

 

Bibliografia:

S. Gulisano, Appunti della memoria. Motta S. Anastasia, Motta S. Anastasia 1989.

Sikania anno XIV numero 3 Marzo 1998