Oggi 19/08/2017 ore 22:39

Turismo CataniaIl Territorio I 58 Comuni

Scheda informativa del Comune di Mineo


Comune di Mineo

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    IN AUTO

    • da Messina a Mineo: Percorrere l’autostrada Messina-Catania, uscita casello autostradale di San Gregorio, proseguire sulla Tangenziale uscendo in località San Giorgio (indicazione Caltagirone-Gela), immettersi sulla SS. 417 Catania-Gela, uscire alla prima rotatoria seguire le indicazioni o in alternativa al primo raccordo a destra bivio Mineo-Borgo Pietro Lupo, seguendo le indicazioni ANAS per Mineo.
    • da Palermo a Mineo: Percorrere l’autostrada Palermo-Catania, con le seguenti possibilità di uscita:
        • a) uscita Mulinello (Enna), proseguire per Piazza Armerina e imboccare la superstrada Piazza Armerina – Gela, uscita Bivio Gigliotto per San Michele di Ganzaria, attraversare San Michele di Ganzaria e proseguire per Caltagirone. Uscita raccordo per Catania e immettersi sulla SS. 417 Gela-Catania, uscita primo raccordo a sinistra bivio Mineo-Borgo Pietro Lupo, seguendo le indicazioni ANAS per Mineo.
        • b) uscita Sferro, proseguire lungo i tornanti per Ramacca-Raddusa, uscire per Ramacca-Palagonia seguendo le indicazioni SS.147 e immettersi sulla Catania-Gela, uscire alla prima rotatoria seguire le indicazioni o in alternativa al primo raccordo a destra bivio Mineo-Borgo Pietro Lupo, seguendo le indicazioni ANAS per Mineo.
          - da Ragusa a Mineo: Percorrere la SS. 514, uscita Vizzini scalo, seguire le indicazioni Mineo-Grammichele per immettersi sulla SS. 124, uscire al primo bivio a dx e immettersi sulla SP 86 al termine proseguire sulla S.P. 31 fino al centro abitato.

    IN PULMANN

    • da Catania a Mineo: Servizio AST: orari (Mineo – Catania) = 05,25 – 07,00 – 09,10 – 12,40 – 15,30
      orari (Catania – Mineo) = 07,15 – 10,30 – 12,15 – 14,30 – 18,30

    Distanza Aereoporto Mineo – Fontanarossa = Km. 57

  • Altezza s. l. m.:

    511 metri

  • Distanza da Catania:

    63 Km.

  • Abitanti:

    5.523 (denominati Menenini o Meneoli).

Origini e storia


Il territorio di Mineo è uno dei più ricchi comprensori archeologici della Provincia, conserva infatti resti che vanno dal Paleolitico al Medioevo. Celebre per il famosissimo santuario legato al culto dei Palici, divinità sotterranee preelleniche, fu città sicula nell'VIII secolo a. C., identificata con l'antica Menai, patria del capo siculo Ducezio, che la fortificò intorno al V secolo a. C.
Durante il periodo greco vi fu costruito un tempio dedicato al Dio Sole, dove, sembra, sia stata in seguito edificata la chiesa di S. Maria Maggiore. Nel periodo romano a Mineo, importante centro produttore di grano, vennero portate da Roma le spoglie della vergine e martire S. Agrippina, patrona della città. Nell'828, conquistata dagli arabi, cambiò il suo nome da Menae in Qualat Minam. Gli arabi introdussero a Mineo la coltura degli "agrumi" e arricchirono la zona collinare, che circonda il paese, con vigne, ulivi e peri, introducendo la "zenia", recipiente naturale di raccolta d'acqua, ancora esistente come riserva per gli agrumeti. Durante il periodo normanno fu ricostruito il castello (castello Ducezio) che, secondo gli storici, era formato da dodici torri merlate, disposte intorno a un triplice atrio, con la torre maestra al centro. Con Fedrico II di Svevia, che lo fece restaurare e abbellire da architetti francesi, il castello divenne uno dei più belli dell'isola. Sotto la dominazione Angioina, la città di Mineo patì ingiustizie e mal governo, ai quali si ribellò partecipando alla rivolta dei Vespri Siciliani del 1282. Animatore di queste rivolte fu Adinolfo, coraggioso personaggio a cui il paese ha voluto dedicare la porta omonima (Porta Adinolfo). Nei secoli XVI e XVII Mineo vide fiorire arte e cultura, divenendo centro di studi al quale diedero valido contributo le comunità religiose (14 monasteri e conventi e 48 chiese).


Archeologia:

  1. Area Archeologica e Antiquiarium di Rocchicella-Palikè - Apertura su richiesta (095.7472259-095.539788): L’altura basaltica di Rocchicella, si trova lungo il fiume dei Margi nei pressi dell’ex lago di Naftia oggi Mofeta dei Palici, azienda privata dedita all’estrazione di CO2 . Nel sito, identificato fin dal XVI sec., sono stati rinvenute le più antiche testimonianze umane del territorio di Mineo. All’età Paleolitica e al Mesolitico (X millennio a.C.) si data infatti la presenza di tribù di cacciatori nell’area davanti la grotta dei Palici. Le indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza ai BB.CC. di Catania, hanno restituito strumenti di selce, utilizzati nella caccia e in altre attività di sussistenza, e numerose ossa animali di bos primigenius, hequus hidruntinus e cervus elaphus.
  2. Grotte di Carratabia: Al V sec. a. C., l’epoca di Ducezio, risalgono le “grotte” di Carratabia, in realtà due camere sepolcrali a pianta rettangolare che si aprono sul fianco di un’altura a sud-est dell’abitato di Mineo. Sulle pareti delle camere sono i resti di una decorazione graffita con punta sottile che rappresenta gruppi di cavalli, alcuni condotti da cavalieri, cinghiali e cervi. Le figure, rese in modo stilizzato e in vivace movimento, sono disposte in sequenza continua attorno tre pareti dell’ambiente maggiore e solamente su un lato dell’ambiente minore.La composizione, al momento poco leggibile, probabilmente in origine doveva essere vivacizzata dal colore. La camera maggiore rappresenta una scena di caccia al cinghiale, tema comune nell’arte greca e attestata anche in ambito funerario. Le camere erano probabilmente tombe di personaggi di spicco e rappresentano un chiaro esempio dell’acquisizione di costumi greci da parte della nobiltà sicula del tempo. .


Architettura:

  1. Chiesa di S. Agrippina: All' interno si possono apprezzare i magnifici stucchi, attribuibili al Serpotta o quanto meno alla sua scuola, e gli affreschi di Sebastiano Monaco raffiguranti scene della vita di Santa Agrippina e le virtù cardinali. Parecchie le opere d'arte conservate: il coro presbiterale ligneo, il presepio con statue lignee del ‘700 di raffinata esecuzione nell’altare del transetto di destra, mentre nel transetto di sinistra è il sarcofago marmoreo di Angela De Gurreri, con figura di cavaliere orante sul coperchio e rilievo con arpie sulla fronte, (opera tardo cinquecentesca), il portale della cappella di S. Agrippina, la statua in legno policromo della santa del 1518 opera di V. Archifel e il fercolo a tempietto, su quattro colonne esagonali con archi trilobati e cupola a padiglione, tutto rivestito in lamina di argento sbalzata, pregevole opera arcaicizzante del XVII secolo.
  2. Chiesa di S. Maria Maggiore: Tra i numerosissimi 'gioielli' artistici che questa chiesa custodisce vanno menzionati: il fonte battesimale tutto in pietra viva, il cinquecentesco lavabo in marmo in stile classicheggiante, la statua in alabastro della Regina degli Angeli donata dal Conte Ruggero nel 1072, il Crocifisso in avorio del '500 sopra l'altare dedicato a San Sebastiano, il reliquario in stile gotico a tre celle dove secondo la tradizione plurisecolare sarebbe conservato un capello della SS. Vergine, l'ostensorio in stile barocco con la figura simbolica di Melchisedech che sorregge la raggiera, i preziosissimi paramenti sacri, tra i quali spicca una pianeta in broccato con ornamenti in seta, oro e argento che producono un effetto di bassorilievo.
  3. Chiesa di San Pietro: Tra le opere che vengono conservate in questa chiesa citiamo la seicentesca statua del Cristo alla Colonna in legno policromo, circondata da raflaga argentea del ’700, l'altare in cui essa è custodita ricco di marmi policromi e di una porticina in argento a chiusura del ciborio, mentre nelle pareti laterali risaltano due bassorilievi in stucco raffiguranti il sacrificio di Isacco e Mosè che fa scaturire l'acqua dalla rupe; la monumentale cantoria a fastigio d'organo del settecento, in legno intagliato e dorature d'oro zecchino, il pulpito ligneo intagliato con lacunari dipinti ad olio di fine '700 e il coro scolpito in noce, gli innumerevoli paramenti sacri e le reliquie.
  4. Chiesa di San Tommaso: La chiesa di S. Tommaso, comunemente denominata chiesa del Collegio, a croce latina ad unica navata con alta torre campanaria, presenta all’interno buoni stucchi settecenteschi e coevi paliotti in marmo mischio: sul terzo altare di sinistra si trova un crocifisso di legno, con il grandioso reliquario di Santi Martiri: le più importanti sono il teschio di San Valerio Martire, Santa Lucilla, Santa Costanza; in alto vi sono delle ampolle in creta contenenti sangue di Martiri, la cui autenticità è attestata da documenti conservati nell’archivio della chiesa di San Pietro in Mineo; nel transetto di sinistra si può ammirare una Deposizione di Filippo Paladini, pittore seguace del Caravaggio, datata 1613. Nel presbiterio, a sinistra, si nota il sarcofago dei De Gurreri (finanziatori della costruzione della chiesa) del 1595.

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:


Altura di Poggio Rocchicella, Dicchi di Monte Catalfaro, Grotte di Caratabia, Lago Naftia, Canyon nel Vallone Lamia.
Arroccato con impianto fusiforme sulla sommità di due colli sull'orlo Nord-Ovest dei monti Iblei. Gode di un clima collinare salubre particolarmente apprezzato nel periodo estivo per la ventilazione che attenua la morsa della canicola. Il centro storico conserva in larga parte la struttura medievale con vicoli, stradine strette e tortuose. Il paesaggio naturale presenta due zone nettamente distinte: la pianura sottostante all'abitato, con i suoi verdeggianti e rigogliosi agrumeti, occupa la Valle dei Margi, estrema propaggine della Piana di Catania; la zona collinare è destinata a uliveti, mandorleti e ad altre colture ad alto fusto, mentre una piccola parte del territorio è occupata da boschi. Questa suddivisione del territorio si riverbera inevitabilmente sulla produzione che nella pianura, vocata all’agrumicoltura ed inclusa nella zona di produzione del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia, presenta, in particolare, le cultivar Tarocco, Sanguinello e Moro; la zona collinare è vocata all’olivicoltura, e le sue caratteristiche pedoclimatiche, le affinate tecniche di coltivazione e di molitura, costituiscono la combinazione pregiata del nostro olio Extra Vergine d’oliva, che per la bassissima acidità, il gusto fruttato e delicato, l’intenso profumo e il colore verde brillante si fregia del marchio europeo D.O.P. “Monti Iblei”, sottozona “Calatino”.

 

Feste e folklore:

  1. SETTIMANA SANTA (Parrocchia San Pietro)
    Mercoledì Santo: Processione del Cristo alla Colonna.
    Dopo la Santa Messa, il Simulacro ligneo del Cristo alla Colonna (secolo XVI), tradizionalmente chiamato "Padre della Misericordia", viene portato in processione per le vie principali della città.
    Alla processione partecipano oltre al clero anche le autorità civili e militari e tutti i fedeli portano lunghe torce a vento.
    Venerdì Santo: Nel pomeriggio, dopo la liturgia della Passione, ha luogo l'Oratorio Sacro per la morte di Gesù in Croce, rappresentazione della cattura e morte di Gesù accompagnata dai canti delle ultime parole di Gesù. Dopo la Deposizione nel Sepolcro segue la suggestiva processione del Cristo Morto (portato a spalla da giovani) per le vie principali della città, viene portata solennemente la reliquia della Croce e i fedeli accompagnano portando torce a vento.
  2. DOMENICA DI PASQUA (Parrocchia S. Agrippina)
    La mattina del giorno di Pasqua, intorno a mezzogiorno, nella piazza principale del paese si svolge " a 'ncrinata" che simboleggia l'incontro di Cristo Risorto con la Madonna.
    La sera del Sabato la Madonna coperta con un manto nero viene portata in processione nella Chiesa del Collegio. Il Cristo Risorto dalla chiesa di S. Agrippina viene portato in Piazza Buglio dal lato di Piazza dei Vespri. Le confraternite per tre volte si recano dal Cristo e per tre volte dalla Madonna e fanno un inchino con gli stendardi. A questo punto viene tirato giù il manto della Madonna, i confratelli si scoprono il volto e gridano "Viva la Misericordia di Dio", ed le due statue vengono fatte correre per tre volte avanti e indietro accompagnate dal suono della banda musicale e dallo strepitio dei mortaretti. Dopo una breve sosta l'una di fronte all'altra le statue percorrono le principali vie della città e ritornano nella Chiesa di S. Agrippina.
  3. FESTA DELLA REGINA DEGLI ANGELI. (Parrocchia S. Maria Maggiore)
    Un tempo concludeva il mese mariano, da qualche la data è stabilita dalla Curia vescovile.
    La statua della Regina degli Angeli (simulacro in alabastro donato dal Conte Ruggero nel 1072) viene portata a spalla e a piedi scalzi per le vie della città.
  4. FESTA PATRONALE DI SANTA AGRIPPINA
    Si svolge nelle ultime due domeniche di Agosto, la prima domenica di mattina e la seconda di sera, con la processione del fercolo di S. Agrippina per le vie principali del paese.
    Nel pomeriggio del Sabato dell’ottava si svolge il caratteristico pellegrinaggio votivo dei "Nudi", uomini scalzi, in genere vestiti di bianco (anticamente con i mutandoni) con una fascia rossa intorno alla vita e al busto (alcuni si tramandano delle fasce di velluto nero ricamate a mano). Questi percorrono le vie principali del paese portando in una mano l'immagine di Santa Agrippina e nell'altra un mazzetto di fiori e alzando le braccia gridano: "Viva la nostra Patrona di Sant’Arpina".
  5. NATALE A MINEO
  6. dal 1° Dicembre al 6 Gennaio di ogni anno, viene organizzato il concorso “Natale nei vicoli” La manifestazione è strutturata in due sezioni: la prima dedicata ai presepi artistici e la seconda al presepe vivente. Lungo l'itinerario proposto ai visitatori si ammira una serie di presepi artistici di pregevole livello, frutto della creatività, della maestria e dell'ingegnosità di artisti, artigiani e di gente del luogo, che offrono al visitatore la possibilità di rivivere con magico traspor¬to le atmosfere ammalianti e coinvolgenti del Santo Natale, totalmente immersi nelle classiche nenie natalizie eseguite da gruppi bandistici in costume tradizionale “ninnaredda”.
    Mineo si trasforma in un paese della memoria e le vie del centro storico si animano di personaggi tipici e tradiziona¬li riproposti nei costumi, nella gestualità e nelle parole di una volta.



Tra gli appuntamenti annuali dedicati alla cultura segnaliamo:

  • Premio letterario “Luigi Capuana” periodo Novembre. Il premio è strutturato in tre sezioni:
    1. Narrativa – Riservato agli scrittori e agli editori siciliani
    2. Letteratura per ragazzi;
    3. Tesi di Laurea – Riservato a tesisti che nell’anno accademico precedente abbiano presentato una tesi sulla vita o sull’opera dello scrittore.
  • Raduno Regionale dei poeti vernacoli “Pietra di camuti”
  • Rassegne promosse dal Centro Studi “Giuseppe Bonaviri”.

Economia, prodotti tipici, artigianato:


Centro prevalentemente agricolo si basa sulla produzione di agrumi, cereali, pastorizia.

 

Miti e leggende:


Il culto dei Palici, Pietra della Poesia, La leggenda della "Truvatura".


Musei, biblioteche e archivi:

  1. Casa Museo “L. Capuana”: Connotata dai caratteri tipici del palazzotto nobiliare ottocentesco con uno sviluppo planimetrico adattato alla forma trapezoidale dell’isolato con una immagine urbana tipica dell’architettura neoclassica siciliana, nella Casa Museo sono allocate le vestigia della lunga tradizione culturale, i cui podromi possono farsi risalire alla figura dell’umanista Matteo Zuppardo, al poeta vernacolo Paolo Maura, e le testimonianze più recenti di questa tradizione con il “mondo” capuaniano, il fondo di Croce Zimbone, le opere di Giuseppe Bonaviri e la biblioteca personale dell’ex prefetto Pietro Rizzo interamente dedicata all’esperanto. Il Fondo comprende; i manoscritti, le opere a stampa, documenti vari (tra i quali va menzionato quello della Repubblica Romana con firma di G. Mazzini, G. Garibaldi, A. Saffi, etc., mobili, cimeli, quadri (alcuni del pittore “macchiaiolo” (Telemaco Signorini), lo scrittoio, la biblioteca personale e quanto altro appartenuto allo scrittore menenino.
  2. Museo Civico “Corrado Tamburino Merlini”: Posto a piano terra del palazzo comunale con ingresso dal Viale della Rimembranza, il museo civico dedicato al canonico Corrado Tamburino Merlini, autore di testi di storia patria, presenta nel suo allestimento parte dei materiali provenienti da indagini effettuate dalla Soprintendenza ai BB.CC. di Catania, presso le aree archeologiche di Camuti, Monte Catalfaro, S. Ippolito, Settefeudi e Porta Udienza. Comprende anche materiali di provenienza varia, risultato di indagini effettuate negli anni sessanta dalla Soprintendenza di Siracusa.
  3. Museo della memoria: Il Museo della memoria allocato al piano terra del restaurato Convento dei Padri Conventuali sito in via Carlo Alberto, comprende due sezioni a) Museo Etnoantropologico e b) Museo sismologico “Corrado Guzzanti”


    a) Il museo Etnoantropologico, aperto nel 2005, nei locali dell’ex Convento dei PP. Conventuali, è stato allestito in maniera originale soprattutto con oggetti della cultura contadina dei secoli scorsi, ai quali, oltre alla doppia didascalia in italiano e in dialetto, è stata associata un’ampia sezione paremiologica. Al suo interno sarà ospitata una sala dei dialetti, con etnotesti raccolti nei comuni della provincia di Catania.


    b) Il museo ospita gli strumenti per le osservazioni sismiche ideati o modificati dal Guzzanti, un Sismometrografo a due pendoli orizzontali "Agamennone", avvisatore "Galli Brassart" per scosse ondulatorie e sussultorie modificati dal Guzzanti, e strumenti metereologici. Oltre gli strumenti si conservano alcuni Bollettini dell'Osservatorio e qualche raccolta di pubblicazioni scientifiche di fine Ottocento e inizio Novecento, provenienti da osservatori sismici e meteorologici italiani ed esteri.

  4.  


ORARI DI VISITA:


1. Casa Museo “L. Capuana”
Periodo estivo (dal 01 giugno al 30 settembre)
Lun Mar Mer Gio Ven
10.00-13.00 10.00-13.00 10.00-13.00 10.00-13.00 10.00-13.00
17.30-19.30 17.30-19.30
Periodo invernale (dal 01 ottobre al 31 maggio)
Lun Mar Mer Gio Ven
14.30-19.30 10.00-13.30 10.00-12.30 10.00-12.30 14.30-19.30
Sabato e Domenica, visite su richiesta e prenotazione.


3. Museo della Memoria
Apertura su richiesta e prenotazioni (Museo gestito dalla locale Sezione Archeoclub d’Italia)

Personaggi:


Luigi Capuana.

Bibliografia:

  • AA.VV., Mineo, in "Kalos. Luoghi di Sicilia", maggio-giugno 1996;
  • G. Gambuzza, Mineo nella storia, nell'arte e negli uomini illustri, Caltagirone 1995;
  • M. G. Bellino, Conoscere Mineo. Storia, arte, cultura, folklore, a cura del Comune di Mineo, Terlizzi (Bari) 1998.
  • M. Nolfo, P. Corrado, M. Siragusa, Studio Agricolo Forestale, relazione e commento alla "carta di stratificazione del territorio in unità omogenee, le unità di paesaggio", comune di Mineo;