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I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

   Il Comune di Mineo

Il Comune di

MINEO

 

 

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Distanza da Catania: 63 Km 

 

Viabilità e collegamenti: Strada statale Catania-Caltagirone 385.

 

Altezza s. l. m.:  511 metri

 

Abitanti: 5.586 (denominati Menenini o Meneoli).

                  Dati censimento 2001

 

Origini e storia

Il territorio di Mineo è uno dei più ricchi comprensori archeologici della Provincia, conserva infatti resti che vanno dal Paleolitico al Medioevo. Celebre per il famosissimo santuario legato al culto dei Palici, divinità sotterranee preelleniche, fu città sicula nell'VIII secolo a. C., identificata con l'antica Menai, patria del capo siculo Ducezio, che la fortificò intorno al V secolo a. C.

Durante il periodo greco vi fu costruito un tempio dedicato al Dio Sole, dove, sembra, sia stata in seguito edificata la chiesa di S. Maria Maggiore. Nel periodo romano a Mineo, importante centro produttore di grano, vennero portate da Roma le spoglie della vergine e martire S. Agrippina, patrona della città. Nell'828, conquistata dagli arabi, cambiò il suo nome da Menae in Qualat Minam. Gli arabi introdussero a Mineo la coltura degli "agrumi" e arricchirono la zona collinare, che circonda il paese, con vigne, ulivi e peri, introducendo la "zenia", recipiente naturale di raccolta d'acqua, ancora esistente come riserva per gli agrumeti. Durante il periodo normanno fu ricostruito il castello (castello Ducezio) che, secondo gli storici, era formato da dodici torri merlate, disposte intorno a un triplice atrio, con la torre maestra al centro. Con Fedrico II di Svevia, che lo fece restaurare e abbellire da architetti francesi, il castello divenne uno dei più belli dell'isola. Sotto la dominazione Angioina, la città di Mineo patì ingiustizie e mal governo, ai quali si ribellò partecipando alla rivolta dei Vespri Siciliani del 1282. Animatore di queste rivolte fu Adinolfo, coraggioso personaggio a cui il paese ha voluto dedicare la porta omonima (Porta Adinolfo). Nei secoli XVI e XVII Mineo vide fiorire arte e cultura, divenendo centro di studi al quale diedero valido contributo le comunità religiose (14 monasteri e conventi e 48 chiese).      

 

Peculiarità

Mineo è celebre per il culto dei Palici, divinità sotterranee preelleniche, e per la tradizione religiosa riguardante Sant'Agrippina. Importante centro monumentale, conserva numerose opere d'arte, soprattutto di periodo successivo al terremoto del 1693, splenditi esempi del barocco siciliano.

 

Archeologia:

Camuti, Grotta Caratabia, Menai, Rocchicella-Paliké, Monte Catalfaro.

 

Architettura:

Castello Ducezio, Porta Adinolfo, Chiesa di S. Agrippina, Chiesa del Collegio, Chiesa di S. Francesco, Chiesa di S. Pietro, Chiesa di S. Maria Maggiore, Circolo di cultura Luigi Capuana, Cuba, Masseria Capuana, Palazzo Comunale, Palazzo Capuana, Palazzo Ballarò, Palazzo Sturzo-Cocuzza, Palazzo Morgana, Palazzo Tamburino, Palazzo Lamia, Casa Montalto. 

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

Altura di Poggio Rocchicella, Dicchi di Monte Catalfaro, Grotte di Caratabia, Lago Naftia, Canyon nel Vallone Lamia, Geomorfologia dell'area, Flora e fauna dell'area.

 

Feste e folklore:

Festa di S. Agrippina, Festa della SS. Pasqua, Festa della Regina degli Angeli, Sagra dell'olio d'oliva 

 

Gastronomia:

Cucina tradizionale

 

Miti e leggende:

Il culto dei Palici, Pietra della Poesia, La leggenda della "Truvatura".

 

Musei, biblioteche e archivi:

Biblioteca-museo Luigi Capuana, Museo Civico "Corrado Tamburino Merlini".

 

Personaggi:

Luigi Capuana.

 

Indirizzi utili:

Municipio: Piazza Buglio, tel. 0933989011;

Pro-loco: via Umberto 34, tel. 0933983323, aperta la domenica;

Biblioteca Luigi Capuana: Piazza Buglio, aperta tutti i giorni 8.00-20.00, sabato 8.00-13.00;

 

 

Bibliografia:

AA.VV., Mineo, in "Kalos. Luoghi di Sicilia", maggio-giugno 1996;

G. Gambuzza, Mineo nella storia, nell'arte e negli uomini illustri, Caltagirone 1995;

M. G. Bellino, Conoscere Mineo. Storia, arte, cultura, folklore, a cura del Comune di Mineo, Terlizzi (Bari) 1998.

M. Nolfo, P. Corrado, M. Siragusa, Studio Agricolo Forestale, relazione e commento alla "carta di stratificazione del territorio in unità omogenee, le unità di paesaggio", comune di Mineo;