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I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

       Il Comune di Mascalucia   

 Comune di

MASCALUCIA

 

 

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Distanza da Catania: 10 Km

 

Viabilità e collegamenti:

 

Altezza s. l. m.:  420 metri

 

Abitanti: 24.483 (denominati mascaluciensi)

                  Dati censimento 2001

 

Origini e storia:

Numerosi reperti archeologici (sepolcri di argilla, antiche medaglie, giare, lucerne, monete,pietre incise), ritrovati nelle campagne, dimostrano che Mascalucia sia stata abitata nel periodo in cui l'Imperatore Cesare Augusto spedì delle colonie nella provincia di Catania. Risulta altresì che intorno al 324 il paese veniva appellato "Massalargia", una delle "masse" (aggregazioni di persone) che si narra fossero state donate, nel IV secolo d.C., dall'Imperatore Costantino alla Santa Sede. Tale toponimo risulta menzionato in una epistola  di San Gregorio Magno, Papa del 590, a Cyprianum, nella quale si fa riferimento alla chiesa di Sant'Antonio Abate al Cimitero. Da questo documento si può quindi ipotizzare che  il primo nucleo abitativo sorse intorno a questa chiesa, anche se Vito Amico nel suo Lexicon riporta la  notizia dell'esistenza di un Municipium romano in contrada Ombria, sita nel territorio di Mascalucia, ricca, come il rimanente territorio, di testimonianze archeologiche che attestano una  frequentazione almeno a partire dal neolitico.

Per l'origine del nome l'ipotesi più accreditata è la derivazione da "Maniscalchia", che indica un territorio dove era presente un allevamento di cavalli. Tale termine è menzionato in due pergamene del 1349 e 1351 del Tabulario di San Nicolò l'Arena ai Benedettini e più tardi in  un'ordinanza dell'arcidiacono dell'Abazia di Sant'Agata di Catania del 1454, che riguardava "...li contratti de la maniscalchia...".  Dopo una lunga serie di vicissitudini legate alla vita delle "masse", più volte sequestrate all'autorità pontificia ed incorporate al Regio Erario, passò, in epoca successiva, all'amministrazione civile e giudiziaria di Catania, fino al 1640. Venduta all'asta in seguito alla politica di re Filippo IV, fu acquisita prima da Giovanni Andrea Massa, che la donò a Nocolò Placido Branciforte Principe di Leonforte e divenne infine Ducato, titolo che conservò sino ai primi decenni del 1800. Particolarmente devastanti per il paese di Mascalucia furono l'eruzione del 1669 e il terremoto del 1693; i mascaluciensi sopravvissuti riedificarono le abitazioni poco distanti da quelle precedenti.

 

Peculiarità:

Nel paese  si possono trovare abili artigiani che lavorano il ferro battuto utilizzando ancora oggi antiche metodologie; viene inoltre praticato il prezioso ricamo a mano e, con i telai, vengono tessuti i tappeti multicolori.

 

Architettura:

Chiesa Madre; Chiesa del Patrono San Vito; Tempio di Sant'Antonio Abate; Chiesa di Santa Maria della Pietà; Chiesa SS. Trinità; Chiesa di San Rocco; Chiesa SS. Crocifisso; Chiesetta della Madonna Bambina; Chiesa della Madonna della Sciara; Chiesa di S. Michele Arcangelo.

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

Flora e fauna.

 

Feste e folklore:

Festa del Patrono S. Vito

 

Prodotti tipici:

Vino "ombra"; Prodotti d'artigianato in ferro battuto, Ricami a mano; Tappeti.

 

Indirizzi utili:

Pro Loco : Via Etnea, 110

 

Bibliografia:

Distretto Scolastico n. 18, Guida ai Beni Culturali dei Comuni di Mascalucia, Tremestieri Etneo, San Pietro Clarenza e Camporotondo Etneo. Chiese ed edifici religiosi del Distretto, Vol. II, Misterbianco (CT) 1993, pp. 11-22;

V. La Piana, Mascalucia: metamorfosdi storica, 1994

M. G. Sapienza, Mascalucia. Vicende, monumenti, curiosità, Catania 1998.