Oggi 28/07/2017 ore 08:48

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Scheda informativa del Comune di Fiumefreddo di Sicilia


Comune di Fiumefreddo di Sicilia

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    Lungo la SS. 114 che da Catania porta a Messina uscita Fiumefreddo, svincolo A18.

  • Altezza s. l. m.:

    62 metri.

  • Distanza da Catania:

    38 km.

  • Abitanti:

    10.000 (denominati fiumefreddesi).
    Dati censimento 2001

Origini e storia:


Il comune sorge su un territorio ricco di antiche testimonianze, che hanno portato molti insigni studiosi a formulare varie ipotesi di identificazione dell'abitato con antichi centri. Sulla base di indicazioni geografiche, la posizione tra due fiumi, fu proposta l'identificazione con Naxos, definitivamente smentita dall'Holm. Anche la collocazione di Callipoli presso Fiumefreddo è stata definitivamente scartata. Rimane certa la notizia che il territorio fu teatro degli scontri tra tra i servi guidati da Euno e i soldati romani nel 135 a. C. e nel 103, dopo la sollevazione capeggiata da Atenione.
Quando la Sicilia venne conquistata dai Normanni e venne istituito il governo feudale, il conte Ruggero assegnò il territorio di Fiumefreddo al vescovo greco Iacopo Mennuges, il quale, alla sua morte lo passò ad Angerio, vescovo di Catania. I vescovi di Catania succedutesi ad Angerio conservarono il feudo per tutto il XII. La Sicilia ben presto passò in mano agli Svevi e con le lotte che seguirono al tempo di Federico II, il vescovado di Catania perdette il territorio. Dopo la ribellione del 1282, il feudo appartenne all'ammiraglio Ruggero di Lauria, ma quando venne dichiarato traditore, il territorio di Fiumefreddo gli fu tolto ed assegnato a Symon Fimetta. Si dovrà aspettare un secolo perché il territorio di Fiumefreddo ricompaia negli atti ufficiali. Nel censo di re Martino (1408) esso appare come proprietà di Zaccaria de Parisio ed, per una parte, della famiglia Balsamo di Messina. Il territorio passò successivamente tutto sotto il controllo dei Parisio che tennero il feudo fino alla metà del secolo XVII. Durante la rivolta del 1674 gli Arezzo persero la signoria di Fiumefreddo, acquisita nel 1666, per essere poi ceduta ai Mancuso e ai Lazzari. Nel 1726 Francesco Ferdinando Gravina, principe di Palagonia e barone di Calatabiano, ricevette l'investitura della baronia di Fiumefreddo. Durante questo baronato sorsero un gruppo di case e botteghe, chiamato Putieddi (Botteghelle) e intorno ad esso si svilupperà il nucleo che tutt'ora è il cuore del paese. Nel 1801 viene eletto a comune con il nome di Fiumefreddo
Nel 1848 la rivoluzione antispagnola di Palermo ebbe la sua eco anche a Fiumefreddo creando scompiglio e disordine.
Dal 1860 le vicende politiche del Comune non si discostano dal resto della Regione.

 

Archeologia:


Torre Rossa

 

Architettura:


Castello degli Schiavi,sorto nella seconda metà del Settecento come residenza di campagna, è un notevole esempio di architettura barocca. Il suo regolare volume parallelepipedo, sviluppato su pianta rettangolare, si espande negli spigoli – a partire dal secondo livello – in quello aggettante di quattro piccole torri di pianta poligonale coronate da cupolette e si rastrema in alto – oltre la copertura – con una loggia di pianta rettangolare alta circa tre metri.Essa presenta sui quattro lati dei fornici impostati su una fascia muraria sulla quale è dipinta una balaustrata.Sul lato che volge a meridione – visibile anche dalla strada – i fornici ospitano due statue a mezzo busto: sono le curiose figure affacciate di due mori che hanno alimentato nel tempo leggende e fantasie. Notevole pregio rivestono gli eleganti interni del piano nobile, lo sviluppo lineare dell’abitazione, inoltre, offre una bella prospettiva di più ambienti, inquadrata attraverso porte ornate da fastose cornici sovrastate da stemmi e busti.
Interessante è anche la piccola chiesa annessa; all’interno si nota un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino, probabile opera di Pietro Paolo Vasta.Il Castello degli Schiavi deve la sua notorietà al fatto di essere stato utilizzato come location per diversi film tra i quali la fortunata serie “Il Padrino”.
Palazzo Corvaia- Sorge sulla piazzetta del quartiere di Diana e costituiva un elegante residenza del XVIII secolo con un pittoresco prospetto serrato tra torricini pensili,che chiude sul fondo una corte rettangolare entro magazzini, stalle e abitazioni della servitù. É un esempio di villa- fattoria realizzata dai nobili del tempo.
La Torre Rossa - Nel patrimonio dell’architettura funeraria a carattere monumentale nella Sicilia antica, un posto di rilievo va dato all’edificio turriforme di età romana, con caratteri formali e costruttivi di notevole interesse, a poca distanza dall’abitato di Fiumefreddo in un terreno in lieve declivio piantato ad agrumeto La costruzione ha forma di un blocco parallelepipedo e deriva il suo nome dall’interessante perimetro murario in mattoni di terracotta.

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:


Fiumefreddo prende il nome dall'omonimo fiume, il cui habitat naturale caratterizzato dall'eccezionale freddezza delle acque fluviali ha consentito lo sviluppo di una flora e di una fauna particolari. La Riserva Naturale del fiume Fiumefreddo ”, è stata istituita per consentire la “conservazione della flora acquatica ed il ripristino, lungo gli argini del fiume, della flora mediterranea”.In alcuni tratti del corso del fiume e presso la sorgente principale è presente un rigoglioso popolamento di Papiro che rappresenta una delle maggiori attrattive della riserva.


Feste e folklore


Festa di S. Giuseppe; Festa Madonna delle Grazie; Sagra della Melanzana; Festa dell'immacolata; Premio Poseidone; Premio Asclepio; Festa del Bambino di Praga; Festa Madonna della Catena; Festa religiosa e fiera agricola di S. Vincenzo

 

Gastronomia


Tortino di melenzane

 

Musei, biblioteche e archivi:


Biblioteca comunale


Economia, prodotti tipici, artigianato:


Agrumicultura

 

Bibliografia:


Comune di Fiumefreddo, Amministrazione Comunale e Assessorato alle Attività Produttive (a cura di), "Guida di Fiumefreddo di Sicilia", Catania 1999.