Oggi 26/09/2017 ore 02:18

Turismo CataniaIl Territorio I 58 Comuni

Scheda informativa del Comune di Camporotondo Etneo


Comune di Camporotondo Etneo

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    Strada statale 121 Palermo - Catania e strada statale 284 Randazzo - Patern˛ (Ct).

  • Altezza s. l. m.:

    450 metri.

  • Distanza da Catania:

    14 Km.

  • Abitanti:

    4.500 (denominati camporotondesi)
    Dati censimento 2001

Origini e storia:

 

Non ci sono informazioni su questo piccolo centro abitato durante il periodo precedente al XVII secolo. Il suo nome deriva dal piccolo "campo", i cosiddetti "tondo" o "rotondo", coltivabili, chiuso dal buio arida roccia nuda superfici create dal flusso di lava. Camporotondo, un piccolo borgo prima della devastante eruzione del 1669, era un comune autonomo.
Già casale di Catania, nel 1648 fu venduto a Giovanni Andrea Massa dal vicerè, sempre in cerca di denaro per le guerre in spagna. Nel 1654 passa al marchese Diego Reitano al prezzo di 2800 onze come viene documentato dal contratto del 18 aprile 1649 scritto dal notaio Antonio Mare Messina.
Con esso , più che la scarsa terra coltivabile, le poche case e gli esigui abitanti ( pare che fossero 181 nell’anno 1713), i nuovi proprietari acquistavano il prestigioso titolo di marchesi.
La lava del 1669 coprì e distrusse, altri casali come quello di Mompileri annesso al territorio di Mascalucia, oltre a quello di Camporotondo. Dopo la sua ricostruzione appartenne prima al principe di Paternò e poi fu sotto la giurisdizione del comune di Catania. Nel 1730 ebbe come suo marchese Francesco, figlio di Giuseppa Reitano sposata a Pietro Napoli, figlio del principe di Sperlinga. Rimase in possesso di questa nobile famiglia fino al XIX secolo quando vennero aboliti i diritti feudali.
Camporotondo è stato definito dal suo primo, grande, raffinato e coltissimo, storico, A. Corsaro, «Campo Reale». Egli sostiene, infatti, che « nelle epoche passate casali, villaggi e demani, tutti sottomessi e posseduti dall’aristocrazia del tempo, erano come gemme, piccole o grandi, staccate dalla corona reale e incastonate in corone di nobili cortigiani, di principi, di marchesi, di conti e di baroni. Anche il popolo, non si sa fino a che punto, sentiva l’orgoglio di far parte di quell’olimpo monarchico potente». Tutto ciò rappresentava « un vanto sociale, un privilegio, un onore da far valere sui paesi e le città rivali. Essere, dunque, un Campo Reale e non un Campo Rotondo rappresentava per il popolo l’orgogliosa certezza di vivere in mezzo ad una corte di principati, di marchesati e di contee. […] La storia non ci dice se le cose andarono così, ma il popolo continua a dire e a credere che la corona della regalità cinse un giorno il nome del suo storico casale».
L'apposito Etneo è stato aggiunto a causa della sua vicinanza al Monte Etna 1863.


Architettura:

 

Di notevole interesse architettonico risulta la chiesa di stile barocco risalente al XVII secolo dedicata a S. Antonio Abate.
Chiesa del Purgatorio, Chiesa della Madonna del Carmine.

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

 

Il territorio di Camporotondo ha un’estensione di 638 ettari, e collocato com’è sul versante orientale ionico, appare molto fertile, ai piedi dell’Etna e poco distante dalla pianura alluvionale catanese e dal Simeto.


Feste e folklore:

 

Festa di S. Antonio Abate (seconda domenica di agosto)

 

Economia, prodotti tipici, artigianato:


E’ fiorente la produzione di uva, in vigneti cinti da muretti di nera roccia lavica, da cui viene prodotto dell’ottimo vino. Di notevole qualità è anche l’olio ricavato dagli uliveti, sebbene non in grandi quantità. Nei terreni camporotondesi , per lo più “sciarosi” si raccolgono anche i fichi , i fichi d’India, e gli agrumi racchiusi in “giardini” ».
Nel territorio sono presenti alcune fabbriche dislocate nell’area artigianale e industriale nonché alcune aziende estrattive per la lavorazione della pietra lavica.

 

Bibliografia:

  • Distretto Scolastico n. 18, Guida ai Beni Culturali dei Comuni di Mascalucia, Tremestieri Etneo, San Pietro Clarenza e Camporotondo Etneo. Chiese ed edifici religiosi del Distretto, Vol. II, Misterbianco (CT) 1993, pp. 42-49;
  • Biblioteca della Provincia Regionale di Catania, Le case di lava. Cenni storici e curiosità sugli edifici tradizionali dell'Etna, Catania 2001, p.24.