Oggi 19/08/2017 ore 22:41

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Scheda informativa del Comune di Caltagirone


Comune di Caltagirone

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    Strada Statale 417 Catania-Caltagirone-Gela, uscita Caltagirone sud

  • Altezza s. l. m.:

    611 metri.

  • Distanza da Catania:

    76 Km.

  • Abitanti:

    39.225 (denominati caltagironesi o calatini)
    Dati censimento 2001

Origini e storia:


La sua origine antichissima è testimoniata da reperti e documenti numismatici ed artistici che la rivelano come una delle numerose città sciane, sicule o greco-sicule. Nel suo territorio si sono rinvenute monete greche e sicule, oltre al ricco materiale ceramico e metallico che si trova presso il Museo Archeologico di Siracusa, i Musei Civici e il Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone. Testimonianze monumentali della remota presenza umana nella zona, sono le necropoli preistoriche della Rocca, della Montagna, del Salvatorello, delle Pille e gli abitanti siculo-greci di S. Mauro, Altobrando, Piano Casazze e altri.
Più rari reperti attestano la dominazione romana, bizantina e saracena, dalla quale ultima, la città fu temporaneamente liberata nel 1030 dai Genovesi. Per riconoscenza i calatini avrebbero adottato, nel petto dell'aquila del loro stemma, che tiene tra gli artigli un osso di gigante per significare l'antica origine, quello della grande Repubblica marinara: lo scudo crociato rosso in campo bianco, sostenuto da due grifoni; dal canto loro i Genovesi innalzarono un tempio al proprio patrono S. Giorgio.Tornata sotto il dominio musulmano, Caltagirone fu definitivamente liberata dal Gran Conte Ruggero il Normanno all'alba del 25 luglio 1090, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra il martirio di S. Giacomo Maggiore, al cui intervento soprannaturale il Conte attribuì la vittoria. Per questa ragione Caltagirone prescelse l'Apostolo a proprio patrono, in sostituzione di S. Nicola di Mira.
Dopo i Normanni, la città subì la dominazione degli Svevi e poi degli Angioini che furono cacciati dall'isola in seguito ai Vespri Siciliani. Ad essi partecipò attivamente con il barone Gualtiero di Caltagirone, la cui azione per l'indipendenza siciliana continuò accanita contro Pietro D'Aragona. Scoperto ed arrestato con altri congiurati, fu decapitato il 22 maggio 1283 nel Piano di San Giuliano, oggi Piazza Umberto.
Le floride condizioni di Caltagirone nei secoli seguenti, si rivelano attraverso le visite illustri, le concessioni ed i privilegi ottenuti. L'Infante Giacomo I d'Aragona la visitò per ben due volte, Federico III vi si recò nel 1299; nel 1458, nel castello che sorgeva in cima alla collina maggiore, si incoronò re di Sicilia Giovanni di Castiglia che, per gratitudine per i soccorsi ricevuti nelle varie imprese da lui compiute, tornò a dichiarare Caltagirone città demaniale. Anche, Giovanni d’Aragona e Ferdinando il Cattolico le concedettero e confermarono altri privilegi, tra cui quello del "mero e misto imperio".

Alla conquista di Tunisi, Caltagirone partecipò con onore, nell'impresa della Goletta (1535), mandando a Carlo V la galea "San Giacomo" al comando del patrizio calatino Antonio Gravina.

Nel 1542 un terremoto sconvolse buona parte della città, ma fu quello dell'11 gennaio 1693 a produrre gravissimi danni all'abitato che ebbe distrutti molti edifici, chiese sontuose e magnifiche opere d'arte di cui si era adornata nei secoli precedenti.

 

Archeologia:


Colle di Sant'Ippolito, contrada Montagna, contrada degli Angeli.


Architettura:


Le emergenze più significative e rappresentative della ricostruzione sono: la Chiesa di S.Maria del Monte, al termine della monumentale omonima Scala; la Chiesa di S.Giacomo Apostolo, Patrono della città, una delle prime riedificate dopo il terremoto; la Chiesa di S. Giuseppe, ai piedi della Scala di S. Maria del Monte, ricostruita su progetto di Rosario Gagliardi; il vasto Complesso Conventuale dei Domenicani che, con la Chiesa di S. Domenico, crea uno spazio altamente scenografico contrapponendosi alla Chiesa del SS. Salvatore; la Chiesa di S.Chiara anch'essa di Rosario Gagliardi; la Chiesa del Gesù e il Convento dei Gesuiti; la gaginesca Corte Capitaniale, realizzata tra il 1587 ed il 1601, raro esempio di architettura civile superstite alle distruzioni del terremoto del 1693; il Carcere Borbonico, dell'architetto siracusano Natale Bonaiuto, uno dei più interessanti e preziosi esempi di tipologia carceraria settecentesca, oggi sede del Museo Civico; il Monte delle Prestanze, anch'esso del Bonaiuto; il Monastero di S. Stefano e la Chiesa annessa con le finte vetrate in maiolica; il Convento e la Chiesa di S. Francesco d'Assisi, (oggi sede vescovile), collegati alla città dal grandioso Ponte seicentesco, che incornicia il barocco Palazzo dei Principi di S. Elia; il Tondo Vecchio, dell'architetto Francesco Battaglia; il Teatrino, elegante e scenografico belvedere sulla città, costruito nel 1792 dall'architetto Natale Bonaiuto, attuale ingresso del Museo Regionale della Ceramica.

La creazione della Villa Comunale nella metà dell'Ottocento su progetto di Giovan Battista Filippo Basile, realizza un vero e proprio parco urbano di valore e qualità europei.

La realizzazione del Rettifilo, (oggi Viale P.pe Umberto) rappresenta l'inizio di quel "Piano" di espansione di Don Luigi Sturzo, Sindaco negli anni dal 1909 al 1920, che prevede un triangolo viario ed urbanizzabile: oltre al Rettifilo, il Viale dei Villini, (oggi Via S.Maria di Gesù) e la Via delle Industrie.


Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:


Caltagirone sorge su un rilievo dei Monti Erei che dal centro della Sicilia si sviluppano verso sud-est, saldandosi proprio qui con gli Iblei. La città si estende sulle pendici a mezzogiorno di tale altura, avendo nel tempo inglobato la collina di San Giorgio a levante e poi quella adiacente di S. Francesco d'Assisi a cui fu collegata nel XVI secolo da un grandioso ponte. Attualmente è la seconda città per territorio, dopo il capoluogo, della provincia di Catania
La topografia della zona è molto movimentata e di conseguenza la pianta della città è molto irregolare.
Si distinguono due settori: il maggiore è situato a nord-ovest ed è il più antico e il più elevato, mentre il minore è situato a sud-est, è rappresentato dai quartieri più recenti ed ha una pianta a scacchiera con ampie vie rettilinee.


Feste e folklore:

 

25 luglio: festa in onore del di S.Giacomo, patrono di Caltagirone.
31 maggio: festa della Madonna dei Comadomini.
1-31 luglio: estate calatina.
Marzo: rassegna internazionale del fischietto in terracotta.
Maggio: biennale della ceramica siciliana.
Dicembre: trofeo internazionale di scherma.


Fiere: 4-6 gennaio, 22-24 marzo, 31 maggio (bestiame), 23-25 luglio, 22-23 agosto, 3^ domenica di settembre, 12-13 dicembre.

 


Musei, biblioteche e archivi:


Per tutto il '700, l'800 e il '900, la città ha sempre svolto un singolare ruolo politico, sociale e culturale; quest'ultimo espresso anche da diverse istituzioni museali, costituiti da: Museo Civico al Carcere borbonico, Museo d’Arte Contemporanea all'Ospedale delle Donne, Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane a Villa Patti e Museo Internazionale del Presepe “Collezione Luigi Colaleo” all’ex Scuola Elementare S.Luigi, il Museo Naturalistico presso la Frazione di Santo Pietro ed infine il Museo Hoffman presso l'antica Fornace all'entrata nord di Caltagirone. Emblematico è il Museo Regionale della Ceramica (unico in Sicilia), considerato che la produzione artistica e artigianale della ceramica costituisce da millenni un elemento presente in tutte le manifestazioni della cultura locale, dall'architettura all'arredo urbano, al folklore.


Economia, prodotti tipici, artigianato:

 

Prodotti agricoli: agrumi, vino, uva, cereali, olive, olio, mandorle, pesche.
Allevamenti: ovini, caprini, bovini, suini, equini.

Industrie ed Imprese: molini, pastifici, fabbriche di materiali da costruzione, segherie, fabbriche di infissi, fabbriche di scope, di calzature, di confezioni, di imballaggi, di attrezzi rurali. .
A Caltagirone l’arte della ceramica è una tradizione millenaria, profondamente legata alla storia di Caltagirone che, da quando l'uomo nella preistoria ha imparato a dominare l'acqua, l'aria la terra ed il fuoco ha sempre alimentato in questa città generazioni di artigiani ed artisti che hanno interpretato in modo originale la capacità della ceramica di creare forme e colori, strumento duttile per dare corpo alla fantasia creativa.
Testimonianze archeologiche di una produzione ceramica locale, risalenti al VI millennio a.c. sono state restituite dagli scavi nei villaggi neolitici di Scala, Pille e S.Ippolito, intorno all'abitato di Caltagirone. Successivamente, l'influenza determinata dai contatti commerciali fra i Siculi, che abitavano l'antico territorio di Caltagirone, con il mondo greco si manifesta, oltre che nella organizzazione sociale, anche nella attività artigianale della produzione di terrecotte.
Ne è testimonianza l'introduzione dell'uso del tornio che i ceramisti di Caltagirone, intorno l'anno mille a.C., appresero dai Cretesi rivoluzionando l'antica attività artigiana della ceramica che per millenni aveva conservato immutate le proprie tecniche di produzione.
L'esempio più significativo della produzione ceramica locale che testimonia gli stretti legami con la cultura greca, è il celebre “Cratere del Vasaio”, rinvenuto in una tomba, che rappresenta l'interno di una officina ceramica con la presenza della dea Atena. Saranno i musulmani ad introdurre la tecnica dell'invetriatura e dei colori, dando inizio ad una tradizione non interrotta nemmeno in conseguenze di invasioni o terremoti. Tale produzione trova momenti di eccellenza tra Cinquecento e Seicento, nel Settecento e nell'Ottocento allorchè fiorisce l'arte della figurina, rappresentante scene popolari e personaggi di presepe, densi di espressività e di dettagli vivaci e colorati.

Numeri utili:


• Fax: 0933 41329
• Telefono Municipio: 0933 41111