Oggi 21/07/2017 ore 18:36

Turismo CataniaIl Territorio I 58 Comuni

Scheda informativa del Comune di Acireale


Comune di Acireale

Altre informazioni

  • Viabilità e collegamenti:

    Strada Statale 114 Catania - Messina.

  • Altezza s. l. m.:

    161 metri.

  • Distanza da Catania:

    16 Km.

  • Abitanti:

    52.490 (denominati acesi).
    Dati censimento 2001

Origini e storia:


È nella mitologia che Acireale trae il suo nome, e più precisamente dalla leggenda dei Ciclopi (cantata dai poeti greci e dai latini Ovidio e Virgilio), legata alla storia d’amore tra la ninfa Galatea e il pastore Akis (in latino Aci), perseguitato dal rivale Polifemo e trasformato poi in fiume dal Dio del mare Poseidone. Sulle rive del fiume Akis, oggi scomparso, vissero popolazioni primitive e, verso la fine del VIII secolo a.C., coloni greci vi fondarono una città dal nome Akis, della quale non è mai stata identificata l’esatta ubicazione. Centro importante dopo l’occupazione romana, ebbe un ruolo rilevante durante la prima guerra punica (III secolo a.C.), e alla fine del II secolo a.C. vi si concluse la guerra servile (101 a.C.). Prese allora il nome di Aquilia in onore del console romano Aquilio Manio Nepote, amico di Mario, vincitore sugli schiavi ribelli siciliani. Sotto i bizantini Aci, a difesa delle frequenti incursioni saracene, fu munita di un forte castello, che verso la fine del IX secolo servì da rifugio agli abitanti, durante l’ultima fase dell’invasione araba della Sicilia. Nel XII secolo fu interamente distrutta (in parte dal terremoto del 1169 e in parte dall’eruzione dell’Etna). Gli acesi si dispersero nei dintorni e fondarono numerose borgate, alcune delle quali furono battezzate Aci, mentre non lontano dalla città distrutta un nucleo più nutrito di profughi fondò Aquilia Nuova, che ebbe subito un rapido sviluppo. Ma nel 1326 una violenta incursione della flotta del re di Napoli ed un incendio di vaste proporzioni spinsero gli abitanti a rifugiarsi sull’altopiano dove sorge l’odierna città. Realizzata con un disegno più ampio ed arricchita di edifici pubblici e religiosi nei secoli successivi, nel 1642 prese il nome di Acireale per decreto del Re di Spagna Filippo IV, che l’affrancò da ogni vincolo o ipoteca feudale assoggettandola direttamente alla corona. Dopo il terremoto del 1693, palazzi e chiese dovettero essere restaurati e ricostruiti. Le maestranze messinesi, fondendosi con quelle locali, crearono adottando originali stilemi, espressioni uniche dell’arte barocca. L’architetto Paolo Amico diede linee barocche ai palazzi, mentre Pietro Paolo Vasta e la sua scuola iniziarono ad affrescare le numerose chiese.
Acireale si arricchì di edifici ecclesiastici, pubblici e privati in stile barocco. I motivi barocchi si susseguono nelle strade del centro storico, ed in particolare nei balconi e nei portali dei palazzi gentilizi. Le facciate delle chiese e dei palazzi rappresentano l’espressione di un’esperienza artistica che fonde i vari aspetti del barocco ad una tradizione artistica locale, con risultati di notevole vigore plastico che si evidenziano nei mascheroni, nei putti, nei cherubini e in tutte le altre decorazioni.

 

Archeologia:


Complesso Archeologico delle Terme di Santa Venera al Pozzo.


Architettura:

 

Cattedrale
La Cattedrale già esistente come oratorio nel secolo XIV, è dedicata alla SS.ma Madonna Annunziata. La navata centrale fu edificata nel 1598, nel 1623 furono eseguite le navate laterali. Pregevole il portale in marmo in stile barocco, eseguito negli anni 1668-1672 da Placido Blandamonte. La chiesa è decorata nel Coro e nella Cappella dal messinese Antonio Filocamo, gli affreschi della navata trasversale eseguiti negli anni 1736-1737, sono di Pietro Paolo Vasta; quelli della volta di Giuseppe Sciuti. In essa è custodito il fercolo argenteo cesellato con la statua di Santa Venera Patrona di Acireale.

Basilica di San Sebastiano
La costruzione della chiesa fu iniziata nel 1609 e completata nel 1644. La chiesa, danneggiata dal terremoto del 1693, fu restaurata nel 1699. E’ una delle più belle di Acireale, dal prospetto in stile barocco. Il vestibolo è circondato da 12 statue eseguite nel 1754 dallo scultore Giambattista Marino, su disegno di P.P. Vasta. Gli affreschi all’interno sono di P.P. e A. Vasta, M. Vecchio, V. D’Anna, A. Bonaccorsi, A. D’Anna, M. Ragonisi, G. Lo Coco, F. Mancini.

Chiesa dei SS. Pietro e Paolo
Iniziata nel 1608 fu restaurata dopo il 1693 e nell’800 su disegno dell’architetto Francesco di Paola Patanè. Il prospetto fu eseguito su disegno dell’arch. Paolo Amico. Gli affreschi e i quadri sono di M. Ragonisi, P. Vasta e G. Platania.

Palazzo di Città
Il Palazzo Municipale costituisce un pregevole esempio di architettura barocca nell’edilizia civile. Iniziato nel 1659 e restaurato dopo il terremoto del 1693 negli anni 1783-1785, e dopo il terremoto del 1818, negli anni 1819-1863, 1907-1908.
Orari:

Basiliche (Cattedrale, Santi Pietro e Paolo, San Sebastiano)
8:00-12:30/15:30-20:00 feriali e festivi

 

Territorio geologico, naturale e paesaggistico:

 

La Timpa: Acireale si erge su un costone lavico, la "Timpa", che si innalza rapidamente dai 10 ai 200 metri. Costituita da millenari strati di lava sovrapposti e coperti dall'ormai rara macchia mediterranea, la Timpa rappresenta un patrimonio naturalistico e geologico eccezionale. Essa caratterizza ben 7 chilometri della Riviera acese, dall'estremità sud a Capomulini, poi lungo S. Maria la Scala e fin oltre Santa Tecla. La Riviera è completata dalle frazioni di Scillichenti, Stazzo e Pozzillo.
Le Terme: nel 1873 furono costruiti, per iniziativa del barone Agostino Pennisi di Floristella, gli edifici delle "Terme di Santa Venera", di pregevole fattura neoclassicheggiante, e del "Grand Hotel des Bains", che divennero presto un punto di attrazione di rilievo europeo. Le acque di Acireale, classificate come sulfuree salsobromoiodiche radioattive e ricche di idrogeno solforato, presentano delle eccellenti virtù terapeutiche. Allo stabilimento fu affiancato nel 1987 quello di S. Caterina
Le Chiazzette: per giungere al porticciolo di S. Maria la Scala dal rione di pescatori del Suffragio, superando il dislivello di oltre cento metri della Timpa, in epoca spagnola venne costruito un camminamento a gradoni dall’andatura a serpentina, con ampie rampe scavate nella lava e lastricate. Questa strada, detta delle "Chiazzette", per la presenza, in ciascuna rampa, di una piazzetta (chiazzetta) in piano, discendeva senza soluzione di continuità, dal Suffragio, di cui rappresentava una sorta di propaggine. Ancor oggi, è possibile accedervi proprio dal medesimo quartiere, attraversando però la Strada Statale 114, ch’è stata frapposta tra i due tratti dell’antica strada.

 

Feste e folklore:

 

Carnevale
Definito “Il più bel carnevale della Sicilia” è di antica origine e ha assunto l’attuale configurazione a partire dal 1929. E’ caratterizzato dalla sfilata dei carri allegorico-grotteschi, realizzati dagli artigiani della cartapesta e dei carri infiorati.

Fiera dello Jonio
Risorta nel 1932, in ricordo dell’antica Fiera Franca di Santa Venera concessa con privilegio nel 1422 da Alfonso il Magnanimo. Si tiene nel periodo estivo, per la promozione delle attività artigianali e commerciali del territorio.

24-27 luglio: festeggiamenti in onore della patrona Santa Venera con tradizionali manifestazioni folcloristiche, rappresentazioni teatrali e spettacoli in genere.
Gennaio: festa di San Sebastiano con processione solenne.
Il fercolo del Santo è montato su un carro di legno (detto "Vara") che sfila lungo le vie della città.
24-27 luglio: fiera nazionale del bestiame.


Miti e leggende:


Aci e Galatea.

 

Musei, biblioteche, archivi:


Diverse le istituzioni e associazioni culturali tra le quali primeggia l’Accademia di Scienze Lettere ed Arti degli Zelanti e dei Dafnici, fondata nel 1671.


Biblioteca e Pinacoteca Zelantea
La Biblioteca Zelantea è una delle più grandi della Sicilia; le origini risalgono al 1716 e il suo patrimonio librario ascende oggi a 200.000 unità tra volumi, fascicoli di riviste, opuscoli. Ha un fondo antico ricco di 56.000 volumi tra cui si contano incunaboli, cinquecentine, manoscritti, libri rari e di pregio.
La pinacoteca fu costituita nel 1850 da Mariano Leonardi Gambino in osservanza delle volontà del padre Paolo Leonardi Pennisi, che legava all’Accademia degli Zelanti, i quadri, i disegni, le sculture appartenenti alla sua collezione. Questo primo nucleo di beni fu in seguito ampliato e oggi si contano circa 380 dipinti e 788 disegni e incisioni. All’interno è custodita anche la Carrozza del Senato, costruita nel 1784, ricoperta in vernice d’oro zecchino e affrescata da A. Vasta.

Mostra Regionale delle Uniformi storiche
Ubicata nel Palazzo di Città, ospita una raccolta di uniformi e cimeli rappresentativi di un periodo che spazia dal 1736 al 1928, provenienti da sette stati europei: Francia, Prussia, Impero Austro Ungarico, Russia, Stato Pontificio, Regno di Sardegna e Regno d’Italia.

Museo della civiltà Contadina
Sono esposti gli attrezzi utilizzati e gli oggetti di uso quotidiano della civiltà contadina dei secoli scorsi.

Museo Diocesano
Ricco di arredi, paramenti, suppellettili sacre prodotti dagli artigiani acesi dell’argento, del legno dei tessuti di seta e broccato nei secoli XVII-XVIII.

Teatro e Mostra Regionale dell’Opera dei pupi
L’opera dei pupi è un spettacolo popolare molto diffuso in Sicilia. Ad Acireale ha origine alla fine dell’800 con l’attività del puparo Mariano Pennisi, proseguita da Emanuele Macrì. In via Alessi opera l’antico teatro ed è possibile ammirare la Mostra Regionale dei pupi e delle attrezzature sceniche dei teatri siciliani.

Presepe artistico
Ubicato nella grotta lavica esistente nella Chiesa Santa Maria della Neve, fu allestito e completato nei primi anni dell’800, caratteristici i personaggi a grandezza naturale con le ricche vesti dell’epoca, opera in parte dell’artista acese M. Cormaci. Si tratta di manichini in legno, minuziosamente abbigliati e col volto e le mani in cera lavorata con risultati stupefacenti per la bellezza dell’incarnato e l’espressività dei visi. Durante le festività natalizie, il Presepe è meta di un vero e proprio pellegrinaggio.

Mostre Regionali
9:30-12:30/16:30-19:30 (feriali, sabato incluso)
Tel. 095.895256.

Biblioteca Pinacoteca Zelantea
10:00-13:00/15:30-18:30 feriali
10:00-13:00 sabato
lunedì chiuso
Tel. 095.7634516

 

Personaggi:


Pietro Paolo Vasta, Lionardo Vigo.


Economia, prodotti tipici, artigianato:

 

Prodotti agricoli: agrumi, uva, vino, cereali, ortaggi.
-Allevamenti: bovini, ovini, equini.
-Industrie ed Imprese: industrie per l’imbottigliamento di acque minerali (Pozzillo), molini-pastifici, mangimifici, stabilimenti per la lavorazione e l’esportazione degli agrumi, cave di pietra, miniere di zolfo, aziende alberghiere, maglifici, centri termali.
-Artigianato: manufatti in pietra lavica, artigianato tipico siciliano.

Altra importante e fondamentale risorsa di reddito è il turismo: Acireale è infatti una rinomata e attrezzata località climatica, termale e balneare; ha una media di 30.000 presenze alberghiere ogni estate (in netto aumento negli ultimi anni le presenze straniere) e richiama a carnevale un altissimo numero di visitatori da tutte le parti della Sicilia.

 

Gastronomia:


vini locali, pesce alla brace, dolci tipici siciliani, gelateria acese.

 

Bibliografia:

  • G. Rizza, Acireale, in "Enciclopedia dell'Arte Antica", vol. I, 1958.
  • S. Rizzo, Acireale: guida storica, monumentale e turistica, Acireale 1977.
  • AA. VV., La vegetazione. Acireale:ambiente, cultura e società, Catania 1979.
  • M. Bottino,Aci, Galatea e Polifemo nella letteratura antica, Acireale 1999.

Numeri utili:

Ufficio informazioni turistiche
Palazzo di Città
Tel. 095.895249.

Fax: 095 604683
Telefono Municipio: 095 895111