Turismo Catania » Il Territorio » I 58 Comuni

I 58 Comuni del territorio della Provincia di Catania

Comune di Acireale

Comune di

Acireale

 

 

200px-Acireale_svg.png

 

1Veduta_di_Acireale_Etna_T.jpg

 

2Basilica_di_Santi_Pietro_e_Paolo_esterno_T.jpg

 

3Basilica_di_Santi_Pietro_e_Paolo_interno_quadro_T.jpg

 

4Cattedrale_interno_volta_navata_centrale1_T.jpg

 

5Palazzo_Nodo_ex_teatro_Eldorado_particolare_T.jpg

 

6Carnevale_E_Zinna.jpg

 

7Chiesa_San_Domenico_esterno2_T.jpg

 

8Cattedrale_esterno_particolare_campanili_T.jpg

 

9Carro1.jpg

 

 

 

 

Distanza da Catania: 15 Km. 

 

Viabilità e collegamenti: Strada Statale 114 Catania - Messina.

 

Altezza s. l. m.:  161 metri.

 

Abitanti: 50.190 (denominati acesi).

                  Dati censimento 2001

 

Origini e storia

La leggenda vuole che l’insistenza del nome Aci, caratterizzante ben sette località, derivi dall’ampia eco avuta dalle sfortunate vicende amorose del bel pastore Aci e della neride Galatea, che di lui s’innamorò, suscitando l’ira del ciclope Polifemo. Questi, folle di gelosia e di dispetto, si liberò del rivale scagliandogli contro, dalle vertiginose altezze del Mongibello, sua infernale dimora, un enorme macigno, che sommerse l’amante sfortunato. Il sommo Giove, impietosito dal dolore di Galatea, volle tramutare l’amore dei due giovani in un gaio e imperituro fiumicello. Ma il fiume non ebbe miglior sorte del pastore, se è vero—come vuole un’altra credenza — che il nome deriva invece alle località dal fatto d’essere state, un tempo, tutte lambite dalle acque dei fiume Aci, sommerso dalle tante eruzioni dell’Etna che si sono succedute nei secoli. Per gli storici, il toponimo comune risale alla migrazione cui il terremoto del 1169 costrinse gli abitanti della località fondata dai Greci — in luogo non precisato — e successivamente detta Akis dai Romani, i quali lasciarono originario insediamento e diedero luogo a diverse borgate che conservarono nella loro denominazione l’eponimo di Aci.  La storia del comune di Acireale è discontinua, segnata dai terremoti e dalle eruzioni dell'Etna che più volte hanno sconvolto l'assetto del territorio, l'ultimo dei quali fu il catastrofico sisma del 1693. Alla fervida attività di ricostruzione post terremoto si deve la sua attuale veste barocca.  

 

Peculiarità

La Timpa: Acireale si erge su un costone lavico, la "Timpa", che si innalza rapidamente dai 10 ai 200 metri. Costituita da millenari strati di lava sovrapposti e coperti dall'ormai rara macchia mediterranea, la Timpa rappresenta un patrimonio naturalistico e geologico eccezionale. Essa caratterizza ben 7 chilometri della Riviera acese, dall'estremità sud a Capomulini, poi lungo S. Maria la Scala e fin oltre Santa Tecla. La Riviera è completata dalle frazioni di Scillichenti, Stazzo e Pozzillo.

Le Terme: nel 1873 furono costruiti, per iniziativa del barone Agostino Pennisi di Floristella, gli edifici delle "Terme di Santa Venera", di pregevole fattura neoclassicheggiante, e del "Grand Hotel des Bains", che divennero presto un punto di attrazione di rilievo europeo. Le acque di Acireale, classificate come sulfuree salsobromoiodiche radioattive e ricche di idrogeno solforato, presentano delle eccellenti virtù terapeutiche. Allo stabilimento fu affiancato nel 1987 quello di S. Caterina.

Le feste: ad Acireale si celebrano solennemente i Santi Venera e Sebastiano. Alla prima, patrona della città, vissuta nel Il sec., gli Acesi dedicano i festeggiamenti il 26 luglio. Il seicentesco fercolo d’argento della Santa viene portato in processione per le vie cittadine, accompagnato dalle Cannalore, alti legni intagliati e decorati portati a spalla dai rappresentanti delle antiche corporazioni di arti e mestieri. Ma il principale evento religioso della città è la Festa di San Sebastiano, il guerriero romano reso martire da Diocleziano cui si attribuisce il potere di proteggere le popolazioni dall’epidemia della peste.

Il teatro dell'Opera dei Pupi: ad Acireale quest'arte popolare conobbe, grazie al "puparo" Mariano Pennisi e poi al figlio adottivo Emanuele Macrì, una stagione di successi e fama internazionale. Gli spettacoli  si tengono ancora oggi in occasione di molte feste e manifestazioni cittadine.

 Il Presepe: nel primissimo tratto della Provinciale Acireale-Riposto, sulla sinistra, è sita la Chiesa di Santa Maria della Neve, cui è annesso un bellissimo Presepe settecentesco, realizzato in un antro di origine lavica per volontà del canonico Mariano Valerio, nel 1741. L’esecuzione delle statue, a grandezza naturale, fu affidata all’acese Mariano Cormaci e poi ultimata dal romano Santi Gagliani. Si tratta di manichini in legno, minuziosamente abbigliati e col volto e le mani in cera lavorata con risultati stupefacenti per la bellezza dell’incarnato e l’espressività dei visi. Durante le festività natalizie, il Presepe è meta di un vero e proprio pellegrinaggio.

 Le Chiazzette: per giungere al porticciolo di S. Maria la Scala dal rione di pescatori del Suffragio, superando il dislivello di oltre cento metri della Timpa, in epoca spagnola venne costruito un camminamento a gradoni dall’andatura a serpentina, con ampie rampe scavate nella lava e lastricate. Questa strada, detta delle "Chiazzette", per la presenza, in ciascuna rampa, di una piazzetta (chiazzetta) in piano, discendeva senza soluzione di continuità, dal Suffragio, di cui rappresentava una sorta di propaggine. Ancor oggi, è possibile accedervi proprio dal medesimo quartiere, attraversando però la Strada Statale 114, ch’è stata frapposta tra i due tratti dell’antica strada.

 

Archeologia:

Territorio e Archeologia, Complesso Archeologico delle Terme di Santa Venera al Pozzo.

 

Architettura:

Cattedrale Annunziata e Santa Venera, Chiesa Collegiata di S. Sebastiano, Basilica dei SS. Pietro e Paolo, Palazzo Comunale, Chiesa di san Camillo dei Crociferi, Chiesa di S. Maria del Suffragio, Chiesa di S. Antonio, Chiesa della Maddalena, Chiesa del Carmine, Chiesa di S. Domenico, Palazzo del Fiorentino, Santuario Madonna di Loreto, Chiesa dei Filippini, Terme di Santa Venera.

 

Territorio geologico, naturalistico e paesaggistico:

La Timpa.

 

Feste e folklore:

Carnevale, Festa di Santa Venera, Festa di San Sebastiano, Fiera nazionale del bestiame.

 

Miti e leggende:

Aci e Galatea.

 

Musei, biblioteche e archivi:

Biblioteca comunale, Biblioteca del Collegio Pennisi, Biblioteca dell'Accademia delle scienze, delle lettere e delle arti degli Zelanti e Dafnici, Biblioteca dell'Istituto sperimentale per l'agrumicoltura, Biblioteca della parrocchia di San Paolo, Museo della civiltà contadina, Pinacoteca e Biblioteca Zelantea.

 

Personaggi:

Pietro Paolo Vasta, Lionardo Vigo.

 

Prodotto tipico - Artigianato:

Carretti Siciliani, Pupi, Lavorazione della lava, del ferro battuto e della ceramica.

 

 

Indirizzi utili:

Municipio:

Assessorato Comunale Turismo: Palazzo di Città - Via Lancaster, tel. 095 895267. Fax 095 895275.

Biblioteca e Pinacoteca Zelantea (con annesso l'archivio storico comunale)  via Marchese di S. Giuliano, 15/17; tel. 095 7634516.

Museo della Civiltà Contadina: Collezione Barbarino, via Vittorio Emanuele III n. 124, Aciplatani, tel. 095801433.

Museo Teatro dell'Opera dei Pupi:  via Nazionale per Catania 195, Capomulini, tel. 0957648035.

Centro Servizi Spettacoli Società Cooperativa E. Macrì": (Opera dei Pupi) via Caronda 44, tel. 095606272.

 

 

Bibliografia:

G. Rizza, Acireale, in "Enciclopedia dell'Arte Antica", vol. I, 1958.

S. Rizzo, Acireale: guida storica, monumentale e turistica, Acireale 1977.

AA. VV., La vegetazione. Acireale:ambiente, cultura e società, Catania 1979.

M. Bottino,Aci, Galatea e Polifemo nella letteratura antica, Acireale 1999.