Storia dell'Etna

 

 

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Storia dell'Etna       


 Le prime attività dell’Etna ebbero inizio circa 600.000 anni fa nel Pleistocene inferiore. Sono ormai quadi certe le teorie le quali confermano che l’Etna nasce a causa della distensione del Mediterraneo ed appunto l'Etna ne rappresenta il rialzamento più imponente.
Le prime fasi di attività non avvennero nell'atmosfera terrestre ma bensì in ambiente marino dando luogo a dei livelli tholeiitici basalti nella zona tra Adrano e Acitrezza.
Inizialmente il magma usciva da più punti poiché ancora non esisteva un cratere centrale.Quando grazie alla sovrapposizione di lave si comincia a delineare una struttura che supera il livello del mare, il magma comincia a formare un condotto e cambiano i tipi di prodotti a causa della differenziazione, per cui le rocce che segnano questo passaggio sono più ricche in alcali. L’attività vulcanica è caratterizzata da lave con basse viscosità quindi abbastanza fluide e lave viscose, testimonianza di un’ attività esplosiva; oggi siamo in grado di affermare ciò, grazie all’alternanza di lave con tufi.
Grazie a Gemellaro (illustre Vulcanologo Catanese dell’1800 da molti considerato il padre della vulcanologia), Lyeel, Sartorius (con il quale nome sono stati nominati dei crateri, come del resto anche per A. Rittman ), von Waltershowsen e poi successivamente A. Rittman, vennero riconosciuti due centri  eruttivi principali: edificio attuale Mongibello (montagna per eccellenza), Trifoglietto attuale Valle del Bove dove all’interno vennero riconosciuti altri centri minori.
cerchiamo di capire le fasi più importanti che rappresentino l’evoluzione del vulcano.
Dopo le prime fasi in ambiente marino oggi testimoniate da Acicastello, isola di Lachea e Acitrezza, iniziò un attività eruttiva in ambiente continentale.
Un'esempio classico è "La Timpa di Acirele" che non è altro che è una ripida scarpata (causata da una faglia) formata da sovrapposizioni di lave risalenti a circa 200.000 anni fa, e che rappresenta un po’ l’avanzamento verso l’attuale edificio infatti continuando in direzione Nord-Ovest troviamo Monte Calanna formatosi 120.000 anni fa.
Nello stesso periodo da altri punti venivano emesse notevoli quantità di lave, un esempio ne è il Neck di Motta Sant’ Anastasia (200.000 anni fa). Sempre continuando in direzione Nord, troviamo i centri di Rocca Capra risalenti a 100.000 anni fa, anch’esso uno dei tanti relitti degli apparati eruttivi localizzati nella Valle del Bove. Ed ecco che 60.000 anni fa si comincia a formare il Trifoglietto uno dei più importanti centri eruttivi di cui oggi ne ritroviamo i resti lungo le pareti sud della Valle del Bove esso sfiorò i 2.500 m.s.l.m., dopo un periodo di stasi l’erosione comincia a smantellare il Trifoglietto ma ad esso succedettero altri due apparati il Salifizio (Sud) e la Serra Giannicola Grande (Nord) ma a questi si succede ancora una volta un terzo apparato i Cuvigghiuni i cui crateri erano posizionati a 2.700 m.s.l.m. Come possiamo vedere analizzando qualsiasi carta l’asse eruttivo si sposta in direzione Nord – Ovest.
34.000 anni fa dalle lave emesse dagli ultimi centri eruttivi si costruisce un dominante edificio la cui altezza probabilmente superava i 3.700 m.s.l.m. , ma a causa di un evento eruttivo catastrofico datato circa 15.000 anni fa il nuovo edificio crollò e la sua altezza si riduce di circa 800 metri.
Così dove prima vi era il maestoso cono adesso vi è una caldera formaosi per il crollo dell’edificio vulcanico e per il rapido svuotamento della camera magmatica. Oggi è possibile ammirare nella parte più ad Ovest (Pizzi Deneri, dove attualmente vi è l’osservatorio vulcanologico del CNR) la forma ellittica che aveva assunto prima del crollo. Dall’interno di quest’ultimo continuò l’attività vulcanica dando origine per sovrapposizione di materiale vulcanico al Mongibello.
Oggi l’Etna può essere considerato un vulcano “buono” caratterizzato da attività esplosiva nell’area sommitale in continua evoluzione, dove attualmente riconosciamo quattro crateri, Centrale, Bocca Nuova, Cratere di Nord-Est e Sud-Est che ultimamente ci ha richiesto una maggiore attenzione; ed altre attività effusive principalmente a quote più basse con aperture di nuove bocche.                                                                                                 Cratere centrale e cratere di sud-est