Il paesaggio vegetale del piano altomediterraneo

 

Il paesaggio vegetale del piano altomediterraneo

 Le caratteristiche del substrato, la siccità estiva, le basse temperature del periodo invernale rendono impossibile la sopravvivenza delle entità vegetali nella porzione sommitale del Vulcano. Tuttavia la sua colonizzazione, pur se condizionata dalle peculiari condizioni ambientali che si manifestano con particolare selettività a quelle quote, consente una maggiore affermazione delle entità pioniere specializzate alla vita in luoghi aridi. Questo piano altitudinale, posto tra il limite della vegetazione arborea ed i 2.200 m circa, costituisce senz'altro, per la tipica vegetazione a pulvini spinosi, il più significativo ed espressivo paesaggio della porzione altomontana dell'Etna. L'Astragalo o Spino santo(Astragalus siculus) conferisce la nota dominante a questo particolare ambiente a xerofite spinose e muta radicalmente fisionomia al variare della quota, dell'esposizione e della natura del substrato. Riunito in formazioni più o meno compatte o omogenee, così da costituire una vera fascia di vegetazione, l'Astragaleto può presentarsi sotto diverse forme. Singolare, anche per l'aspetto paesaggistico ad arbusti nani e contorti, è quello contraddistinto dalla presenza di alcune nanofanerofite come il Crespino (Berberis aetnensis) ed il Ginepro meridionale (7uniperus bemispbaerica). Altri aspetti di Astragaleto sono quelli con vegetazione arbustiva a Genista aetnensis, od altri in cui l'Astragaleto entra in contatto con Faggio, Betulla e Pino. La flora dell'Astragaleto, anche nelle sue varianti inferiori, è abbastanza povera ma ricca di endemismi, cioè di specie viventi solo sulle pendici etnee e differenziatesi a partire da specie più ampiamente distribuite altrove. Le specie endemiche dell'Etna sono poco più di una decina e per la gran parte esclusivamente presenti in questo piano di vegetazione, alcune inoltre trovano rifugio tra i densi pulvini dell'Astragalo. Fiori della Viola dell'EtnaFrequentemente tra i bei fiori rosa dello Spino santo si mescolano i variopinti fiori della Viola dell'Etna (Viola aetnensis) od i canditi fiori del Cerastio minore (Cerastium minus).Fiore de Cerastio minore Altrove, tra le sabbie ed i lapilli, spiccano i caratteristici cuscinetti della Saponaria (Saponaria sicula) con la sua elegante coroncina di rosei fiori o i rossi cespi del Romice dell'Etna (Rumex aetnensis). Oltre i 2.400 m, sino a circa 3.000 m, soltanto dei popolamenti sempre più diradati di Romice dell'Etna, di Senecio dell'Etna e di Scleranthzis vulcanicus riescono a sopravvivere resistendo ai freddi invernali ed alla estrema siccità estiva. Fiore_della_SaponariaPiante talora contorte e modellate dal vento e dalla neve, sparuti cespi in un deserto di ceneri e lapilli, scheletri spettrali di Pioppi e Betulle distrutti dalle lave, valli impervie e quasi inaccessibili, suoni e brontolii dal profondo ignoto, profumi intensi dalle multiformi fioriture di una lunga primavera.Fioritura di romice dell'Etna In pochi luoghi e nel breve volgere di una anche modesta ascensione si possono cogliere tante sensazioni e riunire tanti e sorprendenti aspetti del mondo vegetale, in un graduale ed armonico alternarsi di successioni paesaggistiche ed interessi naturalistici. Il nostro Etna è tutto questo, non soltanto spettacolo di fuoco a volte distruttore, bensì colore ed armonia di paesaggi mutevoli, fascino di una natura in continuo divenire, ebbrezza di siti sereni e lontani dal frastuono della città. E' un libro aperto sulla storia immutabile della natura. Su questo libro, con umiltà e nuovo interesse, bandendo interessi o glorie prettamente personali, possiamo ancora imparare ed insegnare a leggere. Scopriremo così pagine meravigliose e sempre attuali, impareremo ad apprezzarle ed eviteremo così di imbrattarle.