Uccelli

 

 

 

 

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UCCELLI

Se la fauna dei Mammiferi dell'Etna può avere una certa qual sua fisionomia, ciò non è altrettanto vero per gli Uccelli i quali, data la loro maggiore mobilità, possono diffondersi più liberamente. Praticamente qualunque uccello che viva in Sicilia, sia stanziale che di passo, può essere rinvenuto nella regione etnea, purché vi si trovino gli ambienti ad esso confacenti: così ad esempio, scarsamente rappresentati sono i Trampolieri e i Palmipedi, mentre numerosi sono i vari Rapaci ed i Passeracei. Di tutte queste specie, molte sono di passo e talvolta nidificano sull'Etna, alcune sono stanziali; talune sono sedentarie, altre ematiche. Certamente non avrebbe senso fornire qui un lungo elenco di uccelli (sull'Etna ne sono state segnalate oltre 100 specie) per cui ci limiteremo a fare cenno di quelle che appaiono più comuni e più interessanti, soffermando maggiormente la nostra attenzione sui rapaci (Strigiformi e Falconiformi) che, considerati a torto "nocivi", sono tra gli uccelli che più degli altri sono stati oggetto di implacabile persecuzione. Strigiformi Di questi rapaci, di abitudini crepuscolari e notturne, tutti animali utili in quanto divoratori di topi, ratti, rettili e insetti, per i quali è vietata la caccia, ricorderemo: Barbagianni [foto] (Tyto alba Scopp.). Della famiglia dei Titonidi, misura fino a 34 cm ed ha il disco facciale a forma di cuore che contorna gli occhi; le zampe sono lunghe e ricoperte di piume fin quasi alle dita, di cui quello mediano è munito di artiglio seghettato. Le ali sono ben sviluppate e abbastanza appuntite. Il piumaggio, biancastro ventralmente, è superiormente fulvo-dorato con macchioline scure; gli occhi, relativamente piccoli, sono di colore scuro. Di abitudini prevalentemente notturne, si nutre di piccoli vertebrati ed in particolare di topi e arvicole, risultando per tale motivo molto utile in agricoltura; di giorno si rifugia in luoghi oscuri (cavità di alberi, piccole grotte, campanili, soffitte, ecc.). Si riproduce in primavera e, se le condizioni sono buone, anche in autunno. Gufo comune (Asio otus L.). Rappresentante della famiglia degli Strigidi. Lungo mediamente sui 35 cm, ha il piumaggio fulvo-grigiastro macchiettato sulle parti dorsali, fulvo con larghe strisce e sottili barrature su quelle ventrali. Il capo è ornato da due caratteristici ciuffetti di penne; gli occhi sono gialli. Vive di preferenza nelle foreste di conifere e nei boschi misti, nutrendosi di piccoli mammiferi, invertebrati ed altri uccelli. Nidifica di solito nelle cavità di alberi e non di rado utilizza nidi abbandonati di Coroidi. Allocco [foto] (Strix aluco L.). Della famiglia degli Strigidi, misura sui 38 cm e presenta il piumaggio di colore bruno , fittamente macchiettato. Il capo, grande e tondeggiante, è tipicamente sprovvisto dei ciuffi auricolari di penne che caratterizzano la maggior parte dei componenti della famiglia. Frequenta le aree boscate, i terreni coltivati e si incontra anche nei parchi. Si nutre di preferenza di piccoli vertebrati, soprattutto roditori e uccelli. Nidifica in cavità di alberi, di rocce ed anche di muri. Civetta [foto] (Athene nottua Scop.) Della famiglia degli Strigidi, è lunga sui 20-22 cm ed ha capo grande, tondeggiante ed un po' appiattito, con becco corto e ricurvo. I dischi facciali sono poco estesi sopra gli occhi che sono grandi, tondeggianti e con l'iride giallo vivo. Le ali e la coda sono corte; le zampe, ben sviluppate e ricoperte di piume, hanno le dita armate di robusti artigli e rivestite di piume setoliformi. Il piumaggio è brunastro con macchie biancastre nelle parti superiori, biancastro striato di scuro in quelle inferiori. Attiva nelle prime ore dell'alba e in quelle del crepuscolo, vive di preferenza nei luoghi aperti ma può rinvenirsi anche in quelli rocciosi e persino nei centri abitati. Si nutre di piccoli vertebrati e vari invertebrati, in particolare lombrichi e grossi insetti, risultando per tale motivo molto utile all'uomo. Di norma si riproduce a partire dalla fine dell'inverno. Assiolo o Chiù [foto] (Otus scops L.). Della famiglia degli Strigidi, misura in media 19 cm ed è caratterizzato da ciuffi auricolari che solleva allorché impaurito; gli occhi sono relativamente grandi. Il piumaggio è grigio-marrone con striature più scure. Vive in genere nei luoghi aperti ma si rinviene anche in gole rocciose, nella macchia mediterranea, in parchi e giardini. Attivo al crepuscolo e di notte, si nutre principalmente di grossi insetti, soprattutto di cavallette, ma preda anche topi e piccoli uccelli. E' ben noto il canto notturno del maschio, un "chiù" che riecheggia ogni 2-3 secondi, spesso in lunghe serie. Falconiformi Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus L.). Lungo sui 55 cm, ha il piumaggio di colore marrone scuro sulle parti dorsali, chiaro e con barrature e segni scuri su quelle ventrali. Simile, soprattutto durante il volo, alla pojana, se ne distingue per avere il capo più piccolo, il collo più lungo, le ali più strette e più sviluppate e la coda ornata da una banda scura terminale e da due bande più strette verso la base. Frequenta le zone di macchia, le aree boscate e le radure. Oltre che di piccoli mammiferi, si ciba soprattutto di vespe, larve comprese, e di altri grossi insetti. Nidifica sugli alberi, frequentemente utilizzando il vecchio nido di altri grossi uccelli. Falco di palude (Circus aerugiuosus L.). Lungo una cinquantina di centimetri, ha il piumaggio prevalentemente di colore brunastro. Nel maschio adulto, la coda, le secondarie e alcune copritrici delle ali sono di colore grigio cenere, mentre le parti inferiori sono rossiccio scure; la femmina è bruno scura con capo e spalle chiari. Predilige le paludi ed i luoghi umidi in genere, però si rinviene anche nelle campagne aperte e ricche di vegetazione erbacea. Si ciba di piccoli vertebrati. Nidifica di solito sul terreno, tra la vegetazione in prossimità di luoghi d'acqua. Gheppio (Falco tinuunculus L.). Lungo da 32 a 34 cm, ha un'apertura alare di circa 80 cm. Il piumaggio del maschio, marrone superiormente, giallastro ventralmente, è ornato di macchie nere; la femmina e i giovani hanno le parti dorsali brune con barrature scure. Diffuso negli ambienti più vari, dal livello del mare fino alle quote più elevate, si rinviene frequentemente anche nelle città, ove nidifica sui campanili, alti edifici, ruderi, ecc. Si nutre di preferenza di piccoli vertebrati (topi, lucertole) e meno frequentemente anche di grossi insetti. Falco pellegrino (Falco peregrinus Tunst.). Così detto per la facilità con cui si sposta da un luogo ad un altro, questo rapace è lungo una cinquantina di centimetri, ha aspetto tozzo, con capo grosso e coda breve. Il becco, grigio-bluastro con la punta nera, è corto, molto ricurvo e col ramo superiore munito di un robusto dente; le narici sono scoperte e provviste di un caratteristico tubercolo. Le ali sono molto sviluppate e in condizione di riposo raggiungono l'estremità della coda. Il piumaggio, superiormente, è grigio-azzurro con numerose fasce scure; il capo è nero, mentre la gola e la parte anteriore del collo sono bianche; le restanti parti inferiori sono di color cenere con sfumature rossastre e macchie scure. Predilige i luoghi aperti e le boscaglie rade; sue prede preferite sono altri uccelli, lepri e conigli. Diffuso in quasi tutto il mondo, in Europa è in forte diminuzione. Nibbio reale (1Vlilvus milvus L.). Lungo sino a 75 cm, ha tronco corto e tozzo, ali lunghissime, coda molto slanciata e biforcuta; il capo è grande con occhi infossati, il becco lungo e ricurvo, i tarsi corti e deboli. II piumaggio, biancastro sul capo, è fondamentalmente bruno con macchie nere. Frequenta di preferenza i boschi di pianura, ove si nutre di piccoli vertebrati, insetti ed animali morti. Pojana (Buteo buteo L.). Misura fino a 65 cm ed ha occhi grandi, ali ben sviluppate ed arrotondate e becco col ramo superioresinuoso; la coda ha uno sviluppo modesto. Il piumaggio è di colore variabile, di solito bruno uniforme sulle parti superiori, grigio-brunastro sulla coda, bianco-fulvo con macchie brune ventralmente. Vive negli ambienti più vari, nutrendosi in prevalenza di piccoli roditori. Sparviero (Accipiter visus L.). Rapace di piccole dimensioni (fino a 40 cm), ha il piumaggio, di colore variabile a seconda dell'età, di solito grigio scuro superiormente, bianco-rossiccio con larghe fasce trasversali nerastre sul ventre. Aquila reale (Aquila cbrysaétos L.). Diffusa nell'emisfero settentrionale, ha un'apertura alare che può superare i due metri; è di colore marrone con riflessi dorati. Il becco è forte e ricurvo e le robuste zampe sono ricoperte di piume e fornite di fortissimi artigli. Di solito nidifica in luoghi inaccessibili, deponendo di norma due uova bianche che vengono covate solo dalla femmina. Dotata di vista acutissima, si nutre di preferenza di piccoli mammiferi ed anche di altri uccelli. Piuttosto rara in Sicilia, sono state tuttavia recentemente segnalate alcune nidificazioni. Aquila del Bonelli (Hieraaétus fasciatus Vicil.). Più snella dell'aquila reale, ha piumaggio marrone scuro sul dorso e sul capo, mentre il petto è bianco a macchie nere. Predilige le zone ricche d'acqua ove si nutre anche di rettili ed anfibi. Degli innumerevoli Passeriformi sono da ricordare varii Corvidi, quali il corvo imperiale [foto] (Corvus corax L.), la cornacchia (Corvus corone L.) e la diffusissima gazza (Pica pica L.); ancora, sono ben noti lo storno (Sturnus vulgaris L.) e la ghiandaia (Garrulusglandarius L.), il verdone (Chloris chloris L.), il cardellino (Carduelis carduelis L.), il fringuello [foto] (Fringilla coelebs L.), la passera d'Italia (Passer italiae Vieill.), la passera mattugia (Passer montanus, L.), il verzellino (Serinus serinus L.), lo zigolo nero (Emberiza cirlus L.), la cappellaccia (Galerida cristata L.), l'allodola (Alauda arvensis L.), la pispola (Anthus pratensis L.), il lui piccolo (Phylloscopus collybita Vieil.), molte silvie fra le quali l'occhiocotto (Sylvia rnelanocephala Gm.) e la capinera (Sylvia atricapilla L.), alcune specie di tordi fra cui il merlo (Turdus merula L.), e di monachelle (Oenanthe), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes L.), la rondine (Hirundo rustica L.), il pettirosso (Erithacus rubecula L.). La massima parte di questi Passeracei, se non disturbati e non sterminati dagli insetticidi si sviluppano notevolmente e finiscono col colonizzare anche i giardini delle ville e delle case dei paesi vicini. Più legati al bosco sono il picchio muratore (Sitta europaea L.), il rigogolo (Oriolus oriolus L.), il rampichino (Certbia brachydactyla Brehm), varie specie di Parus, come la cinciarella (Parus caerulens L.), la cinciallegra (Parus nzajor L.); particolarmente interessante è il crociere (Loxia curvirosta L.) dal becco a croce, col maschio rosso e la femmina verde, che vive nelle foreste di conifere. Altri abitanti delle foreste sono i Piciformi come il picchio verde [foto] (Picus viridis L.) ed il picchio rosso maggiore (Picoides major L.). Sono da ricordare, per altri ordini meno ricchi di specie, il Caprimulgiformesucciacapre (Caprinzulgus europaeus L.), il Coraciforme upupa [foto] (Upupa epops L.); fra i Columbiformi il piccione selvatico (Columba livia Gin.) e la tortora [foto] (Streptopelia turtur L.); fra i Galliformi la quaglia (Coturnix coturnix L.) e la coturnice di Sicilia (Alectorisgraeca whitakeri Schl.), razza esclusiva della nostra isola. Poco diffusi sull'Etna sono gli uccelli tipicamente acquatici appartenenti ai Ciconiformi ed agli Anseriformi, a causa dell'estrema scarsità di ambienti umidi; fa particolarmente eccezione il Lago Gurrida ove si possono rinvenire numerose specie; la garzetta (Egretta garzetta L.), l'airone cinerino (Ardea cinerea L.), il tarabuso (Nycticorax nycticorax L.), varie anatre come il germano reale [foto] (Anas platyrbynchos L.), l'alzavola (Anas crecca L.), il fischione (A. penelope L.).