Clima sull'Etna

ETNA: IL CLIMA

Il monte Etna è la cima più elevata della Sicilia e attualmente raggiunge la quota di 3330 m s.l.m.. Il vulcano più grande d'Europa è ubicato in Sicilia orientale, ed è bordato ad est dal mare Jonio, a nord dai monti Peloritani e dai monti Nebrodi, ad ovest dai monti Erei e a Sud dalla Piana di Catania.Clima Il massiccio montuoso vulcanico è caratterizzato da precipitazioni nevose nei mesi invernali. E se già a partire dai mesi di ottobre e novembre l'area sommitale si ricopre di bianco, in gennaio e febbraio non sono rare le nevicate che ne interessano le pendici anche a quote inferiori ai 1000 m s.l.m..

Le temperature medie più basse di tutta l'isola sono state registrate sul vulcano alla Casa Cantoniera (1900 m s.l.m.) nel periodo 1925-1955, la minima assoluta è stata di -14,6°C, con minima media di -4° C; mentre la massima assoluta è stata di 29,2°C, con medie 20,9°C. Le precipitazioni piovose e nevose sono particolarmente intense, tanto che l'area etnea risulta, sulla base dei dati relativi registrati dai pluviometri, la più piovosa dell'isola con oltre 1200 mm di pioggia annui (Casa Cantoniera 1900 s.l.m., 1250 mm; Nicolosi 1109 mm; Linguaglossa 1148 mm). In base alle classificazioni dei climatologi, l'area etnea con oltre 1000 mm di pioggia annui rientra nella fascia umida, con un clima mesomediterraneo umido o subumido sino al supramediterraneo umido. Bisogna considerare un'importante particolarità dell'area etnea, legata direttamente alla elevata permeabilità dei substrati lavici, costituiti da lave fratturate e prodotti piroclastici incoerenti, che non consentono la formazione della rete idrografica superficiale, con ruscelli, torrenti e corsi d'acqua. Solo nelle zone più piovose che ricadono nel versante est, si rinvengono canali di scorrimento delle acque meteoriche, che rimangono asciutti per gran parte dell'anno e che sono interessati da flussi torrentizi solo in occasione di importanti eventi piovosi (torrente Macchia, nei pressi di Giarre) o durante lo scioglimento delle nevi nel settore dei Pizzi de Neri con il vallone Quarantore e altri adiacenti, dove le acque scorrono per pochi giorni o per poche ore all'anno, quasi a confermare il toponimo. Ma proprio per l'elevata permeabilità delle rocce che lo costituiscono, l'area del vulcano è ricca di acque sotterranee (grazie all'elevato tasso di precipitazioni che ne interessano i versanti), con formazione di manifestazioni sorgentizie molto abbondanti soprattutto lungo la costa ionica tra la città di Catania, dove sfocia il fiume Amenano, ed il territorio di Fiumefreddo dove ha origine con un breve corso il fiume Fiumefreddo. Da ricordare, inoltre, che il versante settentrionale del Monte Etna è parte integrante del bacino idrografico del fiume Alcantara, mentre quello occidentale e sudorientale alimenta il bacino idrografico del Simeto. Naturalmente il clima sul vulcano varia con il variare dell'altitudine; le zone a quote (elevate) superiori ai 2000 m s.l.m., sono particolarmente esposte a venti (forti) freddi di notevole intensità.