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Le Necropoli

chiesa S.Euplio

Le necropoli della città antica si estendevano soprattutto nell'area a nord e ad est dell'anfiteatro, che come si è detto costituiva il limite settentrionale dell'abitato. Subito a nord dell'anfiteatro, in via S.Euplio, sotto la chiesa omonima distrutta nel corso della seconda guerra mondiale, si conserva un vano sotterraneo con nicchie quadrangolari che fu adibito a sepolcro; poco più a nord, nel corso dei lavori di costruzione del palazzo delle Poste prima e de "La Rinascente" poi, lungo la via Etnea, è stata localizzata un'ampia necropoli d’età romana (ancora visitabile sotto "La Rinascente". Ad est della via Etnea, nel primo cortile del convento (ora caserma Lucchesi-Palli) annesso alla chiesa del Carmine, sono in vista i resti di una tomba romana, che la vulgata identifica con quella del poeta greco Stesicoro e che alcuni studiosi attribuiscono con scarso fondamento all’età classica. Un'altra zona occupata da necropoli, in uso fin da età ellenistica, è stata identificata intorno al viale Regina Margherita e alla piazza S.Maria di Gesù.

All'interno del perimetro dell'Ospedale Garibaldi si trova un colombario rettangolare con 18 nicchie; nella via Ipogeo, con ingresso dalla via Sanfilippo, è visibile un piccolo monumento funerario romano, che consta di una camera rettangolare, seminterrata rispetto al piano di campagna, che era forse sormontata da un secondo piano. Un altro edificio sepolcrale, di forma circolare e a due piani, è stato identificato nel giardino dello stabile sito ai nn. 33-35 di viale Regina Margherita: da un'apertura ad arco sul versante occidentale si accede ad una cameretta con quattro nicchie nelle pareti.

 Negli anni Cinquanta, a sud della piazza S.Maria di Gesù, sul lato ovest della via Androne ed all'incrocio con la via Dottor Consoli, è stato scoperto da Giovanni Rizza il più significativo complesso cemeteriale della Catania cristiana.

Tra i recinti delle tombe sono stati individuati i resti di una basilichetta degli inizi del IV secolo d.C., con navata a corridoio e corpo absidale a trichora. Di essa lo scavatore ha proposto l'identificazione con il martyrium presso cui venne sepolta la piccola Iulia Florentina, morta ad un anno e mezzo di età ad Ibla, vicino Catania, come ricorda un'iscrizione oggi nei magazzini del Louvre.

Appena a nord della prima basilica, ne è stata identificata una seconda (l'abside esiste ancora sotto la casa Lombardo), parallela alla precedente ma più ampia, che si sovrappone anch'essa alle tombe; databile intorno alla metà del VI secolo d.C., era pavimentata con un mosaico policromo, ora al Museo civico, decorato con scene marine, e di vita agricola, pastorale e animale.