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L'area del foro

Il Foro

A sud-ovest del teatro, nel cortile S. Pantaleone (raggiungibile dalla via Vittorio Emanuele, svoltando per la via Porro e la via Orfanelli), viene solitamente localizzata l'area centrale del foro della città romana (qui era forse anche il suo precedente greco, (agorà). La denominazione di foro è stata data dal principe di Biscari ad un complesso di edifici in rovina che formano l'angolo sud est di una piazza; nel XVI secolo il margine esterno di quest'ultima era ancora pressochè completo. Sul lato meridionale sono oggi visibili, alla profondità di m. 7 35 dal livello della via Vittorio Emanuele, otto ambienti bipartiti (tabernae?).
Sul lato orientale, alla stessa profondità, si trova invece un lungo corridoio, in cui sono state riscontrate tracce di opera reticolata; sopra di esso, a m. 2.35 di profondità, è un porticato largo m. 7. Tale sistemazione è stata interpretata come un complesso di portici e criptoportici, usuale in Italia, che risale probabilmente agli anni della fondazione della colonia romana.
Nelle immediate vicinanze del cortile S. Pantaleone, e soprattutto a nord di esso, sono stati rinvenuti numerosi i resti della città imperiale. In particolare il convento di ,S.Agostino, sito lungo la via Vittorio Emanuele ed oggi sede di una scuola, sorge su antiche volte e porticati, ed al suo interno sono stati segnalati i resti di un pavimento lastricato. Da qui provengono le 32 colonne, certo pertinenti ad un edificio pubblico romano (forse una basilica), che nel XVIII secolo vennero utilizzate per i portici del Piano S. Filippo (attuale piazza Mazzini), ed anche un colossale torso marmoreo (ora al Museo civico) da attribuire alla statua di un imperatore divinizzato. Ciò fa ritenere che tutta la zona avesse una funzione pubblica e facesse parte dell'area forense.